GEAPRESS – Non è neanche una zona di aperta campagna, lontano cioè dal rischio di arrecare danno anche alle persone. Questo ad aggravare l’inqualificabile gesto messo in atto a Matassino, frazione di Reggello (FI), venerdì scorso. Un gatto centrato da una rosa di pallini di piombo. A recuperarlo il Servizio Veterinario dell’ASL il quale ha riscontrato, a causa dei pallini da caccia, lesioni a cervello e timpano. Poi altre ferite un po’ in tutto il corpo.

Ad occuparsi del povero micio sono ora i volontari dell’ENPA i quali denunciano come il gatto sia stato trovato proprio nel centro della città. Un grave rischio, dunque, per l’incolumità degli abitanti.

Un po’ più distante dalle abitazioni, ma comunque sempre nei pressi del centro abitato, quanto avvenuto nei giorni scorsi a None (vedi articolo GeaPress) in provincia di Torino. Dopo una minaccia proferita da alcuni cacciatori, così come riportato nelle denuncia presentata al Comando della Polizia Municipale, la sparizione di un gatto ed il ritrovamento di un altro centrato al cuore da un pallino di piombo. Stante quanto riferito alla stessa Associazione Wancisi, che nei pressi si occupa della protezione delle colonie feline, il gatto sarebbe stato centrato da un colpo di arma ad aria compressa. Calibro 22, per l’esattezza. Lo scorso fine settimana, un altro gattino, sconosciuto ai volontari, è stato fatto trovare nello stesso posto già morto. Il gatto si presentava molto magro e non riportava, all’apparenza, ferite da arma da fuoco.

Forse, però, l’uso di armi ad aria compressa potrebbe essere un’abitudine tra i proprietari degli orti.

Armi pericolose, la cui capacità di offendere non è sempre riconosciuta dalla legge. Eppure sono in grado, come più volte denunciato dalle stesse Forze dell’Ordine, di arrecare molto danno, specie se colpiscono parti molli e da distanza ravvicinata. Le ditte che li commerciano, hanno sperimentato pallini dalla forma modificata, in grado, cioè, di aumentare gittata e potere penetrante. Incredibilmente non infrangono alcuna legge e se l’arma ad aria compressa è di energia inferiore a 7,5 Joule, non occorre alcuna autorizzazione. Quindi libera vendita.

Eppure sono sufficienti a ferire un uomo o ad ammazzare un piccolo animale, ma nulla può essere imputato a chi li detiene se non le modalità eventuali del loro uso. Come quello in atteggiamento di caccia, ad esempio, che ha comportato la denuncia di due uomini sorpresi, nei giorni scorsi, dagli Agenti del Commissario di Pubblica Sicurezza Casilino, a Roma. Un venticinquenne di Frascati (RM) ed un trentatreenne originario della provincia di Sassari, accovacciati in atteggiamento di caccia all’interno di un piccolo canneto. Incredibile il luogo che avevano scelto. Appena un ritaglio di terreno tra gli edifici del quartiere Casilina. Con il fucile ad aria compressa e pallini calibro 4,5, tra la biancheria stesa ed i passanti di via Aquila Reale. Sono stati denunciati per violazione delle norme sulla protezione della fauna selvatica.

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