GEAPRESS – La storia è accaduta lo scorso sei ottobre, ma finché il Magistrato non ha deciso per l’affidamento in luogo sicuro, tutti hanno tenuto il fiato sospeso. Immaginatevi la scena che si è prospettata ai passanti della piazza principale di Galatone (LE) quando hanno visto una macchia sfrecciare con una “cosa” scura che strisciava e sballottolava. Appena un momento per chiedersi cosa fosse, ed appena un altro secondo per provare a credere a cosa si stava assistendo. La “cosa” scura, infatti, era un cane tipo pastore tedesco. Senza pensarci un attimo un nugolo di ragazzi si getta ad inseguire la macchina, ma lui, il guidatore, di fermarsi sembra non volerne proprio sapere. Urla, grida, braccia in aria implorando ed imprecando. Qualcuno, attirato dalle grida, cerca di anticipare la macchina mettendosi di traverso in strada con il rischio di finire investito. Altri prendono lo scooter, poi qualcuno riesce a saltare sul cofano e bloccare l’autore del folle gesto. Su cosa poi sia successo, le versioni divergono. Comunque ci sarà il processo e tutti, almeno quelli con i quali abbiamo parlato, si vogliono costituire parte civile. Anzi probabilmente non potranno. Un giovane avvocato che non vuole essere citato ci dice di aver saputo che il colpevole patteggerà. Pagando un minimo di soldi, infatti, la denuncia per il reato di cui all’articolo 544/ter della legge 189/04 (maltrattamento di animali – sic!) si concluderà come un piccolo incidente di percorso.

E’ uno schifo – dice Sebastiano a GeaPress – non si può immaginare la scena. Il cane che sanguinava, steso a terra. Noi abbiamo chiamato i Carabinieri certi che l’arrestassero ed invece viene denunciato a piede libero. Non si può fare altro? E che me frega, quello stava uccidendo il cane! Ora pure la voce che pagherà per non andare al processo!“.

In paese parrebbe essersi saputo che l’autore del tremendo gesto avesse ricevuto il cane come impegno per una eredità. In altri termini un suo parente, forse una zia, avrebbe lasciato in eredità un bene immobile, con la clausola di accudire il cane …. che il signore stava portando (a modo suo) in campagna. Questo, almeno, avrebbe detto ai ragazzi che l’hanno fermato. Una denuncia, poi il patteggiamento, e tutto è finito. Alla faccia, anche, della recente legge cuccioli (comunque entrata in vigore solo l’altro ieri – vedi articolo GeaPress ) che ha sfiorato la previsione minima di multa da pagare. “Poteva essere anche di più – continua il giovane avvocato – tanto quello patteggerà e pagherà pochissimo. E comunque non c’è l’arresto in flagranza di reato“.

Ma il cane che fine ha fatto? Ci dicono di metterci in contatto con la dott.ssa Lega, medico veterinario che ha avuto in cura l’animale.

Detto fatto. La dottoressa ha tenuto il cane fino ad una settimana addietro finché il Magistrato, facendo tirare un sospiro di sollievo a tutti, ha disposto l’affidamento ad un rifugio. In linea teorica il padrone avrebbe potuto richiederlo. E’ già successo, sebbene per altre vicende di maltrattamenti.

La dott.ssa Lega, da noi contattata, tranquillizza tutti: “Il cane è rinato (vedi foto 19 novembre). L’ho tenuto con me fino all’affidamento. Non le dico quando me lo hanno portato. Tutto sanguinante, nelle zampe e poi al collo. Guardi la foto e com’ era ridotto il collo, cosa aveva fatto la catena. Il cane ora sta benissimo. Adesso, comunque,  è sereno“.

Ma sul fatto che il padrone potrebbe patteggiare?

No, questo non posso saperlo. Certo che se dovesse succedere. Dopo tutto quello che ha passato…“.

A Galatone, intanto, sperano ancora nel processo. Qualcuno ci dice della pena reclusiva. Non osiamo riferirgli che quasi sicuramente non significherà mai neanche un giorno di prigione. Questo anche nel caso l’imputato fosse pregiudicato. Dipende dal reato e da quanto tempo è stato condannato.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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