GEAPRESS – Sayre,  nel nord della Pennsylvania, a poche centinaia di metri dal confine con lo Stato di New York. Poche migliaia di abitanti in casette con giardino. Un piccolo paradiso da pochi giorni, però, ribalzato agli onori della cronaca per il dietro le quinte filmato da PETA (People for the Ethical Treatment of Animals). Le telecamere nascoste questa volta hanno filmato uno dei più grandi allevamenti di furetti, quello della Triple F Farms. Loro, come altri, producono indistintamente per i laboratori medici e per i pets, gli animali d’affezione; del resto servono entrambi per fare soldi.

Cuccioli lasciati morire d’inedia nei pavimenti degli stabulari, orrendi prolassi intestinali, agghiaccinati infenzioni non curate agli occhi. Tutto filmato (VEDI VIDEO – ATTENZIONE IMMAGINI MOLTO FORTI).

Gabbie strette e stipate di poveri animaletti tutto il giorno rinchiusi in pochi decimentri quadrati di superfice. Penose scene di femmine con il cucciolo in bocca, impossibilitate alla fuga e che si muovono in cerchio senza sosta.
Un mondo alienato ed, evidentmente, mai esplorato. Piccoli ancora senza pelo, trovati morti penzoloni  alla base delle gabbie. Altri disperatamente contorti, lasciati in terra  a morire. Oppure ancora vivi gettati nell’inceneritore.

L’importante è che lo stabulario produca un numero sufficiente per ottenere gli utili. La tecnica, nel caso, va mantenuta. Il resto, si mette in conto. Tanto a soffrire non è l’uomo, anzi quest’ultimo, ai furetti sopravvisssuti, dedicherà loro tutte le attenzioni del caso, tra profumini ed altre schiocchezze acquistati per gli animali da compagnia.

Ora Peta chiede l’intervento delle autorità sanitarie ed annuncia  azioni giudiziarie. La Triple F Farm, non ha voluto commentare. Continua  a pubblicizzarsi come quelli del divertimento. Favolosi furetti, favolosa pelliccia. Il nostro grande orgoglio è la qualità degli animali, dicono. Perchè non credergli?

Condizioni di detenzione a parte, l’abitudine di produrre furetti, sia per la sperimentazione medica che per i pets, non è solo della Triple F Farm. Anche la multinazionale americana Marshall, saldamente presente in Europa (suoi sono gli stabulari dei beagle di Green Hill a Montichiari, BS) vende per entrambe le esigenze commerciali dell’uomo. Ed intanto, il furetto, già da alcuni anni, compare tra gli animali abbandonati. Chissà, forse la qualità non paga.

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