GEAPRESS – Il sequestro è avvenuto lo scorso dieci novembre sull’autostrada A1 nei pressi di Cassino. Per entrare nella macchina e riuscire ad estrarre la gabbia ed i tanti trasportini più o meno sistemati tra il bagagliaio e di vano posteriore, è stato necessario indossare la maschera antigas, tanto er il fetore.

Da quell’ammasso di gabbie gli Agenti della Polstrada di Frosinone, Sottosezione di Cassino, hanno così tirato fuori Fox terrier, Pastore bovara, Carlino e Chihuahua tutti sprovvisti di microchip identificativi e in condizioni igieniche quantomeno precarie (vedi foto di copertina). In tutto dodici cani, trasportati in piena notte da due ungheresi diretti verso un negozio di animali del sud Italia. Questo secondo quanto appurato dalla stessa Polizia Stradale. Oltre alle contravvenzioni relative alla violazione della “legge cuccioli” del dicembre scorso, anche quelle per il mancato rispetto del decreto sul trasporto degli animali. Poi anche le inidonee condizioni di detenzione, reato compiuto in concorso tra i due. Unico neo, le carenze legislative. Non a caso, come più volte sottolineato dalle stesse Forze dell’Ordine in occasione di interventi simili, i trafficanti affidano il trasporto a cittadini stranieri, liberi di tornare nel loro paese di origine.

Ma come stanno ora i cuccioli? Affidati ai Veterinari dell’ASL di Isernia, sono ora controllati dal dott. Claudio Di Ludovico, responsabile del Settore Randagismo dell’Azienda Sanitaria Regionale del Molise. Provvede lui al controllo veterinario presso il canile SIAC di Roccasicura. I cagnetti (nelle foto in gallery scattate ieri pomeriggio) non sono in pericolo di vita e a differenza di altri sequestri, come quello avvenuta a Napoli (vedi articolo GeaPress) non erano affetti da patologie molto pericolose come il cimurro o la gastroenterite. Sono invece rimasti in un ambulatorio veterinario i due Chihuahua. Erano i più piccoli ed in condizioni di salute ancor più delicate.

Completati i cicli vaccinali e certificate le buone condizioni di salute, si provvederà, concordemente al magistrato che ha emesso il decreto di sequestro, all’adozione dei cani. Una storia finita bene, ma che ripropone ancora una volta il continuato fenomeno del traffico di cuccioli. Secondo gli inquirenti, sui cani prelevati dagli allevamenti dell’est Europa, si applicano grossi rincari di prezzo. Fatto questo che non inficia l’alta competitività rispetto ai valori di mercato degli animali provenienti da allevamenti conosciuti ed effettivamente controllati dalle autorità sanitarie. Il desiderio di avere a basso costo un cucciolo di razza da mostrare in salotto, chiude il cerchio.

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