GEAPRESS – Non è nuovo ad interventi relativi ad allevamenti di animali, anche se un precedente sequestro non portò alla confisca. Di sicuro il cinquantottenne con il vizio dell’allevamento a Frascati era molto noto nella zona dei Castelli Romani. L’allevamento ora oggetto di intervento della Guardia di Finanza e della Polizia Locale di Frascati è attiguo a quello già conosciuto una quindicina di anni addietro. La nuova struttura, però, è del tutto abusiva.

La scoperta parrebbe essere avvenuta in maniera casuale ed ha portato al sequestro di 49 cani, in buona parte molossoidi. Per lo più english bulldog, american bulldog, french bulldog e pitbull. Tra loro anche tre femmine gravide ed undici (tutti di grossa taglia) al chiuso di sei gabbie. Parrebbe escluso l’uso in combattimenti. Più probabile, secondo gli inquirenti, la vendita di cani già addestrati. Fatto che potrebbe essere giustificato dal ritrovamento di un’area specializzata allo scopo. Solo alcuni dei cani erano microchippati. Si tratta probabilmente di quelli accolti a pensione, altra attività sviluppata dall’allevatore. Alcuni dei padroni sarebbero già stati rintracciati.

I locali erano caratterizzati da stanze buie ed anguste. Il tutto privo di pavimentazione e mancante di un sistema di canalizzazione idoneo allo smaltimento dei rifiuti provenienti dalle deiezioni (solidi e liquidi) degli animali presenti. Uno dei cani, poi, aveva la presenza di un vistoso tumore. Una gestione quantomeno superficile, sia sotto il profilo della salubrità dei luoghi che per gli aspetti documentali. L’area adibita a ricoveri per gli animali era composta prevalentemente da piccole celle di meno di 2 mq cadauno, gli stessi animali erano inseriti in un complesso di gabbie parallele edificate in muratura. La struttura comprendeva anche una zona allestita per il parto e la medicheria, all’interno della quale sono stati rinvenuti diversi medicinali, ritenuti pericolosi e nocivi dai medici dell’Asl, alcuni dei quali, del tipo TANAX (normalmente utilizzato per la soppressione degli animali), soggetti a prescrizione. Sono state sequestrate inoltre attrezzature per l’addestramento degli animali, tra cui collari elettrici.

In un’area attigua è stata rinvenuta una ulteriore struttura molto articolata, edificata con materiali diversi e disomogenei, comprendente due distinti piccoli agglomerati, costituiti: il primo da un corpo adibito a stalla per un cavallo e due pony; il secondo da un corpo adibito ad area ristoro, con stufe a gas tavoli, sedie ed altre suppellettili, la cui cucina era realizzata all’interno di un autobus dismesso e privo di ruote.

Nell’area sottostante un’ampia zona verde era dedicata all’esercitazione ed all’addestramento dei cani, a lato due strutture sempre in mattoni e legno fungevano per il ricovero degli attrezzi. Tutte le strutture sono state sottoposte a sequestro per violazione al testo unico ambientale.

I 49 cani sono stati controllati dai medici veterinari e previo inserimento di microchip affidati, in custodia giudiziale, in parte a strutture autorizzate e in parte all’associazione Tendi La Zampa ONLUS, che collabora con il Comune di Frascati per la tutela e la lotta contro il maltrattamento degli animali. Attualmente si sta lavorando per trovare una adeguata sistemazione agli animali presso famiglie che ne faranno richiesta.

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