GEAPRESS – Si è probabilmente molto vicini alla risoluzione di un caso di avvelenamento di cani. Oggi, infatti, il Comando Provinciale di Forlì-Cesena del Corpo Forestale dello Stato, ha comunicato l’avvenuta perquisizione di una abitazione privata nel Comune di Premilcuore. Qui  gli agenti della Forestale hanno rinvenuto sostanze sospette che potrebbero essere state utilizzate per il confezionamento di bocconi avvelenati. Il tutto è stato posto sotto sequestro, in attesa delle opportune analisi di laboratorio.

La perquisizione, delegata dall’Autorità Giudiziaria, si inserisce all’interno di un’indagine iniziata nel 2009 allorquando un cane da caccia era morto dopo aver ingerito un boccone avvelenato trovato in un luogo montano nei pressi di Premilcuore. Il cane, in quell’occasione, si trovava a seguito del suo padrone durante una battuta di caccia.

L’attività investigativa portata avanti dal Comando Stazione Forestale di Predappio e dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale di Forlì-Cesena, svolta anche tramite appostamenti e pedinamenti, aveva subito messo in luce un possibile movente di vendetta contro il cacciatore proprietario del cane avvelenato. L’uomo era un assiduo frequentatore di quei luoghi, piuttosto isolati, ma evidentemente attenzionati da qualcun altro, che poco aveva gradito quella presenza.
 
A farne le spese il povero cane, che aveva ingerito un boccone avvelenato confezionato, come appurato dalle analisi condotte dall’Istituto Zooprofilattico di Forlì, con un pesticida per l’agricoltura non più in commercio da anni, a causa della sua pericolosità.

La perquisizione (vedi foto in alto) è stata effettuata da 8 agenti e ufficiali di polizia giudiziaria del Corpo Forestale dello Stato appartenenti al NIPAF di Forlì-Cesena, al Comando Stazione di Predappio, al Comando Stazione di Premilcuore del Coordinamento Territoriale per l’Ambiente del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.

Già in passato, il Comando Provinciale di Forlì-Cesena guidato dal dr. Giovanni Naccarato aveva raggiunto ottimi risultati sul caso di avvelenamento di ben 13 cani individuando e denunciando i responsabili dello spargimento dei bocconi avvelenati (vedi articolo GeaPress).

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