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GEAPRESS – Un rapporto ricco di dati, alcuni dei quali molto particolari. E’ quello prodotto dalla Polizia Provinciale di Firenze  in tema di avvelenamenti di animali nell’anno 2013. Tra le cause che spingono ad avvelenare anche le invidie, vendette e dispetti.

Nel corso del 2013 le segnalazioni di avvelenamento di animali e di rinvenimento di esche avvelenate, sono state ben 137. Di queste, al momento 37 sono state archiviate, 36 sono risultate infondate e 64 sono quelle che in base agli accertamenti hanno confermato l’avvelenamento con esche e per questo trasmesse alla Procura della Repubblica. Tra le  principale motivazioni dell’avvenuta archivizione vi è l’esito negativo delle analisi. Si tratta, in questo caso, del 67% delle archiviazioni.

Tra gli animali più coinvolti vi sono quelli domestici anche se, riferisce sempre la Polizia Provinciale di Firenze, i selvatici sono sicuramente sottostimati. Un ipotesi che potrebbe trovare conferma nel fatto che la maggior parte degli avvelenamenti avvengono in ambito rurale.

La sottostima dei selvatici morti, potrebbe essere dovita alla predilezione che questi animali hanno per gli ambienti scarsamente popolati. In altri termini vanno a morire in luoghi nascosti, sia perché in pochi segnalano il fatto a meno che la carcassa rappresenti un pericolo o un disturbo per la collettività. Tra le specie selvatiche rimaste vittime di bocconi avvelenati nel 2013 si registrano due specie particolarmente protette ovvero la poiana e il falco di palude.

Tra i veleni maggiormente utilizzati compare ancora una volta la metaldeide, sostanze ad attività anticoagulante, fosfuro di zinco e pesticidi organo clorurati.

Non mancano i problemi che rendono difficile uno sfordo adeguato. Tra questi l’incertezza da parte dei Comuni (organizzazione della prevenzione, vigilanza ed accertamento dei casi) ed i tempi lunghi delle analisi da parte dei laboratori deputati.

Varie le motivazioni che sarebbero alla base degli avvelenamenti. Tra queste, riferisce la Polizia Provinciale, preserbare il patrimonio venatorio, fastidio per le deiezioni canine, tutela degli allevamenti dai cani randagi, intolleranze tra vicini per via del cane, dispetti invidie e vendette personali, contenziosi tra tartufai e cacciatori ed altro ancora.

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