GEAPRESS – Una neo-costituita Sezione Investigativa. Per l’esattezza Sezione Investigativa Speciale per la Tutela degli Animali (S.I.S.T.A). Uno strumento in più per le Guardie Zoofile dell’ENPA di Firenze il cui intervento, già nei giorni scorsi, ha portato a risoluzione un grave episodio di maltrattamento ed uccisione di animali. Piccioni uccisi a colpi di carabina ad aria compressa. Le ali e le costole perforate. Gli organi interni, lacerati. Il tutto all’interno di un giardino condominiale in via Villamagna a Firenze.

I primi sopralluoghi delle Guardie hanno però portato al ritrovamento di un altro “strumento” di morte. Polpette di carne confezionate con all’interno lamette taglienti. Dovevano così essere mangiate dagli animali domestici di chi vive nei pressi. Animali che sarebbero poi morti con dolorose lacerazioni della parete stomacale. Le indagini del S.I.S.T.A. hanno consentito di individuare una persona che già nel passato aveva esternato la propria ostilità nei confronti degli animali. Su disposizione del Sostituto Procuratore dott. Suchan, che ha coordinato le Guardie zoofile dell’ENPA ed il personale di P.G. del Commissariato della Polizia di Stato di Oltrarno, veniva così disposta la perquisizione presso l’abitazione della persona individuata dal S.I.S.T.A., rivelavano gravi indizi a carico dell’accusato. In particolare una carabina e delle munizioni corrispondenti a quelle che hanno ucciso il piccione (vedi fotogallery). L’uomo, un pensionato di sessanta anni, è stato denunciato per uccisione di animali, sparo in luogo abitato e spargimento di sostanze pericolose.

Di diversa natura, ma non per questo meno grave, il caso del cane di San Donnino, nei pressi di via Manderi, sempre a Firenze. L’animale è morto una volta rimasto attorcigliato alla sua stessa catena. Il decesso sarebbe avvenuto dopo ore di stenti. Le Guardie dell’ENPA, però, lo hanno ritrovato in posizione tale da fare apparire plausibile anche un tentativo di impiccagione. Non sono per questo escluse, riferiscono dall’ENPA, le ipotesi dolose. Si tratta di quelle condotte basate sulla volontà di uccidere, come di maltrattare un cane, e che danno corpo al reato-delitto di maltrattamento come di uccisione di animali. Viceversa, solo l’incuria (il proprietario, al momento dei fatti, non era reperibile da giorni) potrebbero non essere sufficienti. Di certo quel povero animale è stato per due giorni bloccato con la catena attorcigliata tra il suo collo e la recinzione. Per il proprietario la denuncia di abbandono, incuria e maltrattamento animali.

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