boccone avvelenato
GEAPRESS – Trovate e fotografate. Spugne fritte riempite di chiodi al Parco dell’Albereta. Del proccupante rinvenimento, avvenuto l’altro ieri, ne fa nota l’associazione Gabbie Vuote che ricorda come il luogo sia frequentato da decine di bambini, oltre che persone in passeggiata con il proprio cane.

Nonostante l’allarme lanciato in questi giorni, proprio a causa dei bocconi avvelenati che hanno ucciso cani, gatti e fauna selvatica, la barbara abitudine  sembra destinata a persistere. I criminali, come brave massaie,  fanno la spesa al supermercato e riempiono il carrello di veleni, spugne, chiodi, aghi, vetri. Ogni materiale sembra essere ammesso per cucinare quel piatto luculliano fatto di lamenti, urla, convulsioni, vomito, emorragie e tanta atroce sofferenza che termina con la morte.

Se questa è la coscienza dei criminali – sostiene l’Associazione Gabbie Vuote – non ci meravigliamo, ma che tali criminali vengano lasciati tranquilli ad agire ci meraviglia molto.  Sanno le istituzioni che la vita dei cittadini è fatta delle piccole grandi cose di ogni giorno, dei piccoli grandi affetti che proteggono dall’orrore di una società famelica di denaro, di potere, di egoismo?

Gabbie Vuote si domanda  quando sarà la prossima vittima, nessuna potenzialmente esclusa, ivi compresa quella umana. Esasperati gli animalisti si chiedono se è questo quello che ci si deve aspettare.

Il dito è puntato sulla legge regionale 39/2001 che, all’articolo 10  impone la vendita a regime controllato dei veleni più usati che si continuano tranquillamente a vendere.

Tante domande che, siamo certi, resteranno senza risposta perchè le nostre istituzioni dicono di ascoltare ma in realtà lasciano i cittadini all’angolo, non si curano del loro lavoro gratuito e generoso, non hanno rispetto per la loro fatica e la loro stessa sofferenza“.

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