labrador
GEAPRESS – E’ successo ancora. E ogni volta si rinnova il dolore, un sentimento che ti prende alla pancia e ti lascia impotente, attonito, senza parole. Così la presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane Piera Rosati, dichiara in merito alla morte per avvelenamento del cane Romeo. Si tratta, come è noto, del Labrador di nove mesi che era stato regalato alla Scuola Nazionale Cani Guida per ciechi di Scandicci, in provincia di Firenze, dal Circolo Lions di Firenze/Pontevecchio e affidato a una famiglia della zona.

In un’Italia che sta ormai, lentamente, scivolando verso l’inciviltà e la perdita di ogni normale senso civico – ha riferito Piera Rosati, presidente della Lega Difesa del Cane – i casi di avvelenamento di animali sono all’ordine del giorno. E sono cani e gatti di ogni età e condizione, spesso solo colpevoli di giocare in un’area pubblica a loro dedicata, ignari dell’oscuro pericolo che si annida nel bocconcino nascosto fra i cespugli. Romeo è l’ultimo a morire, ma è solo quello di cui si ha notizia, per la triste risonanza che la vicenda ha avuto su media di ogni tipo“.

Il piccolo, che giocava semplicemente in un’area cani, ha trovato il mortale boccone e la corsa dal veterinario e il pronto intervento dello stesso, non sono bastati a salvarlo da un’atroce agonia e dalla morte. Il cagnolino, riporta sempre la Lega Difesa del Cane, “studiava” per aiutare in futuro i non vedenti e l’episodio assume una connotazione ancora più tragica: il folle disegno dell’uomo che lo ha assassinato, colpevole di animalicidio, ha privato una persona dell’aiuto fondamentale di un essere speciale che lo avrebbe affiancato per tutta la durata della sua esistenza. E gli avrebbe permesso di muoversi e interagire col mondo circostante quasi avesse una vista nuova, un paio d’occhi funzionanti.

E proprio a proposito di bocconi avvelenati è utile ricordare che è stata recentemente prorogata l’ordinanza ministeriale in merito alle “Norme su divieto di utilizzo e detenzione di esche e bocconi avvelenati”. L’ordinanza rappresenta uno strumento fondamentale per prevenire e contrastare un fenomeno che nel nostro paese, sia in ambito urbano sia rurale, ha dimensioni ancora allarmanti, come testimoniano i continui casi denunciati. Ma per proteggere gli animali, la salute pubblica e l’ambiente è comunque indispensabile uno strumento ancora più efficace e soprattutto senza scadenza. Pertanto, è necessario che le norme contenute nell’Ordinanza siano recepite in legge per renderle definitive.

La necessità di specifiche leggi in materia è importantissima – ha aggiunto Piera Rosati – Solo così si potrà mettere un freno a una barbarie che diventa ogni giorno più orrenda e dolorosa. Oltretutto, considerand o che questi atti incivili vengono purtroppo compiuti da cittadini, sarebbe forse opportuno avviare un’opera di educazione e di informazione che, partendo dai primi anni di scuola, riesca finalmente a diffondere una sana cultura di rispetto dell’ambiente e di chi vi vive, compresi gli animali“.

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