GEAPRESS – Quanto accaduto a due cani pastori tedesco, lasciati chiusi per quattro ore nella macchina dei padroni, ha dell’incredibile; … apparentemente. Il fatto è avvenuto a Careggi, alle porte di Firenze. Due persone devono andare, per una visita, in Ospedale, ma non possono portare con se i loro due grossi cani. Nessun problema. Chiudono i finestrini per benino e vanno via. Li lasciano lì.

I cani, considerato lo stato nel quale è stata poi trovata la macchina, devono aver iniziato ad infastidirsi poco dopo. Tentano una via di uscita. Abbaiano, rompono e rosicchiano. Con le unghie cercano di trovare un impossibile varco nei vetri che nel frattempo si appannano di umidità. Sono allo stremo delle forze, ma finalmente, dopo quattro ore e mezzo, qualcuno nota il movimento della macchina ed intuisce il dramma che sta per concludersi. Si chiama la Polizia di Stato, arrivano le Guardie Enpa, ai cani si riesce ad aprire il finestrino. Bevono un intero secchio d’acqua e finalmente spunta uno dei proprietari.

Cosa succede? Vengono sequestrati gli animali e denunciati i due per maltrattamento di animali di cui al reato-delitto 544 ter sul maltrattamento di animali? No. A leggere quanto riportato da La Nazione, vengono denunciati (solo) per abbandono di animali, ovvero un minore reato contravvenzionale di cui al quasi inutile articolo 727 del Codice Penale. Forse, però, chi intervenuto per fare rispettare la legge non ha sbagliato.

Per contestare il maltrattamento di animali (art. 544/ter) occorre accertare la volontà di … maltrattare. In altri termini occorre il dolo. Potrebbe essere contestato il “dolo eventuale”, ossia di condotta che non poteva escludere (nella testa di chi l’ha messa in atto) il concretizzarsi del reato. In altri termini i due padroni, pur non volendo maltrattare non potevano ignorare l’eventualità che ciò accadesse. Forse chi ha contestato il debole 727 (che vale anche nel caso di “colpa”, come nel caso di un comportamento negligente) ha esagerato in prudenza preferendo il più debole (ma sicuro) reato minore. Forse. Ad ogni modo si entra nel campo delle disquisizioni giuridiche. Cose di avvocati. Sembrerà ancor più incredibile, ma il problema giuridico sarebbe rimasto in vigore anche nel caso in cui i cani fossero morti. L’altro reato-delitto di cui al 544/bis del Codice Penale (uccisione di animali), si applica anch’esso nei casi di dolo. Così stabilisce la legge contro i maltrattamenti di animali.

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