GEAPRESS – E’ stato condannato ad un anno di reclusione ed al pagamento della parte civile A.N.P.A.N.A. chi, nel marzo 2011, venne accusato di avere causato la morte del cane corso affidatogli dalla sorella (vedi articolo GeaPress). Morte avvenuta, stante l’accusa, per strangolamento. Il capo di imputazione riportava altresì lo scuoiamento e la macellazione a scopo alimentare del cane. Così come venne riferito nel corso della conferenza stampa indetta dall’ENPA, le cui Guardie intervennero dopo che il soggetto scrisse quanto commesso su Facebook  il cane sarebbe stato macellato, scuoiato e marinato.

Il Giudice ha ora accolto la richiesta del PM condannando il giovane ad un anno di reclusione ed al pagamento di 3000 in favore della Parte Civile  A.N.P.A.N.A. Ne da comunicazione l’Avvocato Maria Morena Suarìa, responsabile dell’Ufficio Legale dell’A.N.P.A.N.A. la quale ha  altresì fatto  notare come al risarcimento del danno sia stata subordinata la sospensione condizionale. Quindi al giovane, accusato di essersi reso responsabile di uno dei più incredibili episodi di uccisione di animali, conviene pagare.

Il reato che venne contestato era il 544 bis del Codice Penale, ovvero uccisione di animale. Un reato punito con la reclusione da quattro mesi a due anni. Pene di gran lunga inferiori rispetto alla soglia di punibilità e che non prevedono neanche la possibilità del pagamento di una multa, ovvero la sanzione pecuniaria dei reati delitti. Grazie all’A.N.P.A.N.A., però, dovrà pagare.

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