GEAPRESS – E’ morto sabato scorso il povero Boh. Eutanasiato per non farlo soffrire ancora. Da circa un mese viveva con la signora che lo aveva salvato dal cassonetto di Firenze dove il suo padrone lo aveva gettato all’interno di un sacco (vedi articolo GeaPress). Le indagini delle Guardie Zoofile dell’ENPA si erano via via strette attorno ad un gruppo limitato di sospetti (vedi articolo GeaPress). Infine la scoperta. Un anziano del luogo, il quale avrebbe poi riferito di aver creduto il cane già morto (vedi articolo GeaPress). Su questo, però, faranno luce le indagini anche se, secondo indiscrezioni pervenute a GeaPress, sembra che non vi siano novità sostanziali.

Boh era stato ricoverato nella Clinica Veterinaria h24 diretta dal dott. Simone Scoccianti. Fino agli inizi di marzo sembrava tutto regolare, ovvero compatibile con l’età avanzata di Boh ed il suo stato generale di salute probabilmente derivante dalle condizioni nelle quali si pensa sia stato tenuto.  Poi il peggioramento, via via sempre più repentino. Sintomi che hanno fatto pensare ad alcuni danni cerebrali. Boh, girava in cerchio. Poi ha iniziato a barcollare fino a battere ripetutamente ogni volta che si alzava. Segni di disorientamento ed affaticamento.

I Medici Veterinari hanno così deciso di fare una TAC dalla quale è risultata la presenza di una grossa massa nel cervello. Sabato Boh, si è addormentato per sempre.

Può essere stata questa la causa dell’abbandono? Per il dott. Scocciante è improbabile. La gestione del cocker con il vecchio padrone parrebbe essere stata quantomeno trasandata. Improbabile, pertanto, che il povero cane possa essere stato sottoposto ad una costosa TAC, ovvero l’unico mezzo per arrivare alla diagnosi  della malattia.

E’ finito così il povero Boh. Pure senza microchip. Estirpato, a quanto pare, prima di quel cassonetto. Solo pochi giorni di “primavera”, passati assieme a chi lo aveva trovato. Infine, un repentino ritorno d’inverno, lo ha portato via per sempre.

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