GEAPRESS – Novità in arrivo per l’incredibile vicenda del cane randagio ucciso da una iniezione letale praticata in strada da un veterinario Asl. Il tutto denunciato dal giornale online Gofasano.it. La vicenda risale al periodo natalizio, quando una mattina una cittadina di Fasano chiama i Vigili Urbani per via di un cane bisognoso innanzi casa sua. I Vigili, a quanto pare, chiamano a loro volta un veterinario dell’ASL il quale provvide alla soppressione del cane. A nulla valsero i pianti della signora la quale ebbe pure il continuato dispiacere di dovere subire la visione dell’intervento operato.

Infatti, si era fatto tardi ed i resti del povero cane rimasero in loco tutto il pomeriggio e la notte, finché, il giorno dopo, venne rimossa la carcassa. “Una storia da non raccontare a Natale” titolò il 24 dicembre Gofasano. Una storia che non dovrebbe verificarsi in nessun periodo dell’anno, anche perché, sempre a proposito dei cani di Fasano e di responsabilità del Comune, rimane ancora a mente lo stupore di altra iniziativa, questa volta del Sindaco. Lello Di Bari, infatti, prendendo spunto da una sentenza di un Giudice di Pace, scrisse a tutti i suoi colleghi del brindisino (vedi articolo GeaPress) informandoli che le responsabilità di eventuali danni causati dai randagi erano dell’ASL. Del resto i cani di Fasano vanno a finire in un canile privato convenzionato e … buona notte. Il Comune ha già pagato.

Su Lello di Bari e la vicenda del cane soppresso, arrivarono però numerose mail di protesta. L’Associazione Chiliamacisegua chiese al primo cittadino di stigmatizzare l’episodio e denunciare “coloro che si erano macchiati pubblicamente di tale indecenza” (vedi articolo GeaPress). Seguì l’intervento dell’Associazione “Freccia 45” e “Amici Tutela Animali”. Intervenne pure la FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani).

Passano le vacanze natalizie e l’epifania. La vita riprende più o meno normalmente, ma l’indignazione (per fortuna) rimane. Gofasano.it ritorna ad informare e parrebbe che sul tavolo delle Autorità municipali sia ora giunta la richiesta d’atti della LAV. Il Sindaco, sotto la spinta delle proteste, si sarebbe però già fatto relazionare dal Comandante della Polizia Municipale. Il contenuto di questa relazione è già noto. Ci pensa ancora una volta Gofasano.it.

Tutto confermato, o almeno la prima parte. La signora che rinviene il cane chiama i Vigili e questi il Veterinario il quale dichiara però di avere evitato inutili sofferenze al cane. Era vecchio (..?..) e aveva difficoltà a mantenere la posizione eretta. Appurato che non aveva il microchip, si procede così al rito estintorio. La Signora inizia a piangere, dice che il cane non è in condizioni di essere soppresso e che il cane non è affatto da eutanasiare. L’età e gli acciacchi, forse, ma la signora gli aveva pure dato da mangiare. Niente da fare. Il Veterinario chiede alla signora di tenere fermo il cane e siccome questa si sarebbe rifiutata procede all’iniezione letale non per endovena ma direttamente nei polmoni.

Fine della storia (per ora), non caduta nell’oblio grazie innanzi tutto alla Signora (che ora, disperata, dice di sentirsi responsabile della morte del cane), a Gofasano,it e all’indignazione di tutta Italia. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).