GEAPRESS – La Lega Nazionale per la Difesa del Cane si costituirà “parte offesa” nelle indagini già avviate dalla Magistratura nei confronti dell’uccisore di un cane pastore tedesco a Fano (PU).

A finirlo con un colpo di pistola per i maiali è stato il suo stesso proprietario. Secondo quanto riportato dalla stessa associazione, il povero animale, di 12 anni, era affidato ad una ragazza ormai da parecchio tempo. Il cane era affetto da una leggera displasia ma le condizioni generali, nonostante l’età, erano sicuramente buone.

Il cane sarebbe poi stato seppellito dallo stesso proprietario, nel terreno di un conoscente, ma l’Autorità giudiziaria ha ordinato il disseppellimento. Questo ai fini delle indagini.

Sono troppi gli animali maltrattati con ferocia inaudita o come in questo caso uccisi senza pietà – ha dichiarato Laura Rossi Presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane – Questo gravissimo episodio verrà seguito dalla Lega del Cane costantemente per assicurare una giusta ed esemplare punizione all’autore del fatto. In questo caso –continua Laura Rossi – vorrei citare una frase di Tolstoj: ‘dall’uccidere gli animali all’uccidere gli uomini il passo è piccolo’.”

La Lega per la Difesa del Cane ha altresì annunciato che oltre alla costituzione come “parte offesa”, seguirà quella di “parte civile” nel caso si avvierà un procedimento giudiziario. La Legge 189 del luglio 2004, ricorda la LNDC, prevede che le associazioni animaliste, riconosciute di concerto dal Ministero dell’Ambiente possano rappresentare i diritti lesi degli animali in qualsiasi sede e grado di giudizio.

Nel caso in questione, il responsabile, oltre a rispondere per il reato di cui all’ art. 544 bis c.p. (uccisione di animali), dovrà vedersi contestata l’aggravante dei motivi abbietti o futili.

Appena pochi giorni addietro, la Lega Nazionale per la Difesa del Cane, aveva reso noto un altro drammatico caso che ha visto protagonista un animale. Una cagnetta, gettata da un ponte con le zampe legate. Non l’aveva vista nessuno e l’animale, nel tentativo di liberarsi dalle corde, si era profondamente ferite le zampe. Una vicenda, nel complesso, finita bene. Bianca, questo il nome della cagnetta, aveva poi trovato adozione, ma le Lega e le altre associazioni del luogo (i fatti sono avvenuti in provincia di Chieti), hanno intenzione di rintracciare il responsabile e denunciarlo. Per questo hanno diffuso la foto del cane ed i numeri al quale fare pervenire le eventuali segnalazioni (vedi articolo GeaPress).

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