GEAPRESS – Anche l’ ultimo enigma relativo ai gravi episodi compiuti ai danni degli animali si è risolto grazie alle indagini dell’Arma dei Carabinieri della Compagnia di Fabriano (AN), comandata dal Capitano Benedetto Iurlaro. In tutto, tre cani ed un gatto centrati da fucilate o dardi di balestra.

La Stazione di Genga, comandata dal Maresciallo Alesci, ha individuato il responsabile dell’accecamento ad un occhio di un gatto, colpito da un pallino di piombo sparato da un fucile ad aria compressa. La denuncia pervenuta ai Carabinieri risale a metà novembre. Avviate le indagini i militari hanno appurato che il gatto era in effetti del luogo, tanto da far ipotizzare che il suo impallinatore dovesse anch’egli trovarsi nei pressi. Ed in effetti un fucile ad aria compressa è risultato essere detenuto presso l’abitazione di un ragazzo del luogo, il quale inizialmente ha negato ogni addebito ma poi, interrogato dai Carabinieri, ha confessato l’incredibile gesto. Si è giustificato dicendo che il gatto disturbava i piccioni di un suo parente. Il ragazzo è stato denunciato per maltrattamento di animali mentre il fucile è stato posto sotto sequestro.

Più o meno negli stessi giorni nei quali il gatto veniva centrato dal pallino di piombo, i Carabinieri della Compagnia di Fabriano ricevevano presso la centrale operativa una allarmata segnalazione. Un cittadino riferiva di un uomo che aveva preso a fucilate due cani. Intervenuti subito sul posto, i Carabinieri hanno dovuto prima aiutare una persona che si era fermata a prestare soccorso ad uno dei cani purtroppo centrato dalla fucilata. Avviate le indagini, condotte dal Maresciallo Paterni del Nucleo Operativo della Compagnia di Fabriano, venivano raccolte le dichiarazioni testimoniali che permettevano di individuare un uomo detentore di un fucile uso caccia. Il presunto autore dell’insensato gesto, prima declinava ogni responsabilità, ma una volta interrogato dai Carabinieri ammetteva di avere sparato. L’uomo è stato denunciato per maltrattamento di animali, esplosioni pericolose e porto abusivo di arma da fuoco. Lieto fine per il cagnetto, sebbene abbia dovuto subire una lunga operazione chirurgica per estrarre tutti i pallini da caccia.

Sempre il Maresciallo Paterni, coadiuvato dal brigadiere Fumanti, aveva da poco concluso un’altra indagine, ancora una volta in tema di maltrattamento di animali. Infatti, si trattava di un altro cane centrato non dai pallini di un fucile ma dal dardo di una balestra. La tipologia del dardo rendeva impossibile, una volta ricoverato il cane presso l’ambulatorio veterinario, la sua estrazione senza che venisse lacerata la ferita. Per questo il cane veniva operato e riconsegnato ai padroni che lo hanno amorevolmente accudito per tutta la degenza. Pongo, questo il nome del cane, era tenuto nel giardino di casa.

In breve tempo i Carabinieri sono riusciti ad individuare il responsabile del gesto. Un signore del posto che ha tranquillamente ammesso che “Pongo” gli dava fastidio. Per lui la denuncia per maltrattamento di animali e il sequestro della balestra.

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