GEAPRESS – Erano molto probabilmente diretti  a Napoli e dintorni, almeno parte dei 270 cuccioli sequestrati dalla Guardia di Finanza a Palmanova (UD) nella notte tra domenica e lunedì. Le indagini del Comando Provinciale di Trieste, Nucleo di Polizia Tributaria, sono ora rivolte ad individuare quali canali fossero a disposizione dei trafficanti. Considerata l’entità del sequestro è facile presupporre che i destinatari finali potessero essere non solo i negozi del capoluogo campano,  ma anche tappe intermedie e successivi trasferimenti, per alcuni di loro, una volta che il camion fosse arrivato a destinazione.

Un viaggio iniziato in Ungheria. Non meno di dieci ore di camion. Stipati in gabbiette talmente piccole che in alcuni casi (alani e boxer) si è dovuto riscontrare come i poveri animali continuassero a tenere il collo chino anche dopo essere stati tolti dalle gabbie. Altri cuccioli, invece, non si reggevano sulle zampe. Per il resto, documentazione artefatta anche in maniera grossolana. Uso del bianchetto e date di spedizione successive a quella dello stesso sequestro.

Il camion utilizzato parrebbe,  inoltre, non essere autorizzato allo scopo, mentre ha fatto particolare impressione il ritrovamento di cuccioli di pochi giorni di vita. L’elevato numero di animali e la massiccia presenza di documenti alterati, fa pensare che i due italiani che stavano eseguendo il trasporto, ed ora denunciati a piede libero (maltrattamento, abbandono, falso materiale), facciano parte di una organizzazione ben più articolata che potrebbe contare su significative compiacenze utili all’immissione nel mercato dei piccoli animali. Il valore complessivo stimato si aggirerebbe intorno ai trecentomila euro. Quanto basta per fare cadere in tentazione anelli deboli di una più lunga catena.

Il sequestro è avvenuto a Palmanova, luogo di intersezione di due grandi direttrici del traffico internazionale. Tarvisio ed il confine austriaco, e quello orientale del Friuli con Slovenia e Croazia. Carichi di questo genere arrivano con frequenza quasi quotidiana. Nei sequestri effettuati nel recente passato è stata a volte riscontrata la manomissione dei documenti (quando presenti) o l’inverosimile attestazione delle date di nascita. Lo scopo, in quest’ultimo caso, è la compatibilità, almeno formale, con i limiti d’età fissati dalla legge. Nel napoletano, nel recente passato, è avvenuto un sequestro ad opera del Corpo Forestale dello Stato, dove sono stati rinvenuti finanche cuccioli ancora privi di denti. La data dichiarata, ovviamente, non era coincidente con la piccola età dell’animale (vedi articolo GeaPress).

Secondo indiscrezioni circolate in ambienti frontalieri, quando non è possibile refertare l’età del cucciolo dalle sole caratteristiche morfologiche, si dovrebbe intervenire con analisi cliniche specialistiche. In tal maniera, però, si imporrebbe il fermo del carico con non pochi problemi di mantenimento degli animali.

I cani ora sequestrati ad Udine appartengono a varie razze in molti casi riconducibili a cani da compagnia. Chihuahua, pincher, spitz, yorkshire terrier, cavalier king, ma anche alani, san bernardo, husky, labrador, akita inu, bull terrier, boxer ed altri ancora. L’ASL di Udine prima e poi di Trieste, prontamente intervenute una volta avvisate dalla Guardia di Finanza, hanno constatato lo stato di sofferenza degli animali e disposto il loro trasferimento in più strutture ritenute idonee. 

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