GEAPRESS – La legge approvata ieri in Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna che dovrebbe vietare l’uso della catena ai cani, sarà una legge  che condurrà, probabilmente, a scarsissimi controlli. Questo il giudizio di Davide Battistini (nella foto), l’attivista animalista che aveva intrapeso un lungo sciopero della fame affinchè venisse imposto il divieto. Per Battistini, sentito stamani da GeaPress, la legge doveva semplicemente riportare l’incompatibilità, senza se e senza ma, della catena  come metodo di detenzione. Ed invece le cose sembrerebbero essere andate in maniera molto diversa.

Nel comunicato diffuso ieri pomeriggio dal Consiglio regionale è possibile leggere come il testo  “vieterà [ndr: tra sei mesi]  salvo alcuni casi circoscritti, l’utilizzo della catena come strumento permanente di contenimento degli animali“. Ad attestare tale impostazione è lo stesso pdf che il Consiglio Regionale allega al comunicato, ovvero la proposta esentata dalla Commissione Politiche per la Salute.

Mi sembra quasi che hanno evitato il problema di un cadavere in periodo elettorale“. Così Battistini sintetizza la sua amarezza.  Evitare, cioè, che la forma di protesta intrapresa dall’attivista potesse passare la soglia, ormai prossima,  dei danni irreparabili alla sua salute. Il tutto a pochi giorni dalle elezioni.

In effetti, il testo riportato ieri nel comunicato della Regione così recita “al detentore di animali d’affezione è vietato l’utilizzo della catena o di qualunque altro strumento di contenzione similare, salvo per ragioni sanitarie, documentabili e certificate dal veterinario curante, o per misure urgenti e solo temporanee di sicurezza“. Quello che Battistini sembra criticare sono le reali possibilità di controllo  sulla supposta temporaneità di tali condizioni.

Cosa succede, infatti, in questi casi? Vale la pena rilevare come l’affermazione di un cittadino attestante la continuità dell’uso, sarebbe molto probabilmente destinata a scontrarsi con la diversa versione del detentore del cane, il quale, oltretutto, potrebbe rispondere con una denuncia. La migliore  attestazione sarebbe pertanto quella di un Pubblico Ufficiale, ma solo dopo ripetuti avvenuti sopralluoghi. Considerato tutto ciò, appare quasi risibile la sanzione amministrativa prevista dalla Regione Emilia Romagna per chi detiene con continuità  il cane alla catena. Una cifra compresa tra 150 e 450 euro. Salvo ricorso, ovviamente.

E’ dal 1985 che sono animalista – aggiunge Battistini – e per mia esperienza non credo che vi sia molta solerzia in tema di diritti degli animali“.

Battistini, però, assicura che continuerà la sua battaglia. Per ora senza sciopero della fame. “Dobbiamo dare al movimento intelligenza – afferma Battistini – e una nuova protesta come lo sciopero della fame sarebbe solo un inutile agitarsi“. Insomma, di cadaveri, quando temuti, non ce ne sono stati. “La cosa non finisce qui, riprenderemo la lotta” promette Battistini.

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