GEAPRESS – Chi si ricorda della mosca lasciata morire dentro un barattolo da un concorrente del Grande Fratello? Ed il povero pappagallo perennemente illuminato dalle dorate prigioni del reality show più famoso d’Italia? Noia, frustrazione, desiderio di farsi notare, o cos’altro ancora?

Ora salta fuori il “pappagallino” di Guendalina e la gallina di Matteo. Di sicuro, però, Mediaset ha trovato subito la maniera di giovarsi della protesta degli animalisti. Ritagliato il primo pezzo incriminato, ha impupato una pubblicità di ben 15 secondi che non puoi fare a meno di sorbirti per osservare la signorina Guendalina. Questa, con sigaretta in bocca, rimanere estasiata dal quotidiano arrivo di un “pappagallino” (in realtà un maschietto di Codirosso spazzacamino). Poi, però, ricollega il tutto al desiderio di farlo trovare stecchito dentro uno scatolino protagonista di un improbabile scherzo. Il “pappagallino” è poi volato così come la pubblicità che a migliaia stanno vedendo per sentire una (stupida) esternazione.

Ben diverso è il secondo caso, occorso, secondo una denuncia di Animalisti Italiani, nella puntata di sabato scorso. Matteo avrebbe sbattuto in terra una gallina, così continuando a fare fino all’intervento degli altri reclusi che non hanno potuto far altro che constatare la rottura di una zampa. Di questo secondo filmato non se ne hanno però tracce. Forse avrebbe dato fastidio allo sponsor e non valeva più la pena mandarlo in onda.

Un problema di Mediaset, quello degli animali maltrattati in tv? Sicuramente no. Basti pensare alle performance pescatrici di alcuni naufraghi dell’ Isola del Famosi. Di sicuro nulla riesce a fermare il libero arbitrio di tali programmazioni. Su Sky, poi, tutto passa inosservato. Basti pensare alle puntate di Orrori da Gustare condotte dal lucido Andrew Zimmern che è arrivato a mangiare i testicoli dei torelli in salsa piccante, minuti dopo la (visibile) amputazione degli stessi. Gli (ex) torelli pascolavano nei pressi, e lui mangiava magnificando.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).