GEAPRESS – Incominciata male ma, si spera, a lieto fine. Comunque una storia destinata ad esito nefasto senza la catena di solidarità che si è attivata attorno a Stewie, piccolo meticcio randagio di Siderno (RG).

Si inizia dal veterinario, o meglio dalla telefonata che arriva da un ragazzo che, avvertito lo sparo ed i guaiti, si era subito precipitato in strada. Chissà chi è stato. Di sicuro non c’è tempo da perdere. Si attiva il tam tam dei soccorsi e Stewie viene caricato in macchina e portato in ambulatorio.

All’inizio non si capiva bene quali danni potessero avere procurato i pallini. Nonostante le ferite fossero evidenti nelle zampe posteriori e sul dorso, Stewe non sta in piedi neanche con gli arti anteriori. Il primo pensiero va, ovviamente, alla colonna vertebrale. Basterebbe un solo pallino penetrato nel punto giusto. Si provvede intanto ai primi soccorsi. La pulitura della ferite e le radiografie. Stewie non solo è stato sparato ma ha avuto pure la rottura delle zampe. Forse delle bastonate. Il tipo di frattura ne sarebbe compatibile.

Il cagnetto richiede un’operazione molto delicata e l’installazione di parecchi “chiodi” nel tentativo di rimettere in sesto le zampe. Intanto alcuni pallini di piombo vengono estratti. Le volontarie di Siderno e Torino non appartengo a nessuna associazione. Si sono unite in un gruppo nato spontaneamente dal desiderio di dare una mano ai mille problemi che ogni giorno coinvolgono gli animali.

Dalle nostre parti è una emergenza continua“, dice Daniela, una delle volontarie.

Intanto Stewie ha bisogno di un’operazione molto particolare. Quale migliore occasione della volontaria di Torino? Nel giro di poche ore il cagnetto arriva in un’altra sala operatoria ed a vedere le lastre effettuate dopo l’intervento sembra quasi incredibile che si sia potuti intervenire. La gioia più grande, però, è sapere che la colonna vertebrale è sana e Stewie potrà tornare a giocare e vivere una vita finora negata.

Aspettiamo prima di cantar vittoria – sottoliena Daniela – non si può ancora dire niente e c’è il rischio che una zampa debba essere amputata. Il femore, poi, è rotto in più punti, ma per noi è già bello vederlo mangiare con calma e guardarci con quegli occhioni incredibili. Tenta di sollevarsi e speriamo che sia solo l’inizio di una bella storia. Ne avremmo da raccontare; tante altre.”

La speranza è che il nuovo assetto imposto dai chiodi sia fermato dalla saldatura delle parti di osso. Stewie è giovane e, nonostante la gravità delle ferite, potrebbe farcela. Occorrerà poi una lunghissima fisioterapia.

Ma noi non molliamo” aggiunge Daniela.

Intanto per chi volesse farsi avanti per l’adozione GeaPress mette a disposizione la sua mail info@geapress.org.

Qualora il torturatore di Stewie venisse rintracciato, la legge italiana prevede una denuncia a piede libero per maltrattamento di animali, anche se colto in flagranza di reato. L’imputato potrebbe avere il rito abbreviato e pagare una multa ridotta, oppure andare al processo il quale, se arriverà a condanna definita, prevederà quasi sicuramente il pagamento di una quota maggiore. Teoricamente fino a 30.000 euro ma in genere, nel caso di maltrattamento (comunque valutabile solo se di natura dolosa) la previsione massima non viene mai applicata. Un solo giorno di prigione è difficile che venga contestato, questo anche nel caso di persone con precedenti penali. Bisogna infatti vedere quanto tempo addietro è stato commesso il reato e di che tipo era. Nessuno, ovviamente, vuole trasfromarsi in un forcaiolo. Basta però non prendersi in giro sulle esemplari pene. Per averle bisognava scrivere in maniera diversa la legge 189/04. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte). 

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