GEAPRESS – Boris è partito poche ore addietro da L’Aquila. Il Pit bull autolesionista, recuperato non senza fatica dai volontari locali, è stato accolto dall’ENPA. La sua storia è stata ascoltata dalla Presidente Carla Rocchi ed oggi, grazie anche alla presenza del Medico Veterinario dott.ssa Giusy D’Angelo, il cane è stato prelevato ed è attualmente in viaggio verso Torino. Nel capoluogo piemontese, infatti, ha sede la struttura del progetto “Cani ex Combattenti” dell’ENPA.

Boris è un Pit bull di circa tre anni – spiega a GeaPress Elvira Damiani, volontaria animalista di L’Aquila – La provenienza è ignota e non può dirsi con certezza che abbia combattuto. Di certo ha avuto bisogno di molta attenzione, anche perché – aggiunge Elvira Damiani – soffre di una malattia dell’animo“.

Boris, infatti, è autolesionista. Si prende a morsi, fino a ferirsi in modo serio. Eppure, aggiungono gli animalisti locali, anche Boris è stato cucciolo. Deve aver avuto una madre, dei fratellini con i quali giocare, prima di essere rinchiuso in un locale buio ed angusto.

Questo è stato probabilmente riservato a Boris. Nessuna notizia ufficiale, ma qualche ipotesi è comunque possibile azzardarla. Di certo il cane sfoga la sua rabbia contro se stesso. Per proteggerlo gli è stato inserito un grosso collare, del tipo utilizzato per le degenze post operatorie. In aggiunta si è dovuta  aggiungere una speciale imbottitura. La sua agilità, unita all’intento di farsi male, non potrà così offendere il corpo.

Sembra non sentire  dolore, dicono i volontari. Ha smarrito la sua identità, perso il lume della ragione. Anzi, probabilmente qualcuno gli ha fatto perdere il lume della ragione. Una disperazione che lo deve aver indotto a scagliarsi contro se stesso. La stessa espressa contro chi lo aveva salvato.

Una malattia dell’animo – spiega Elvira Damiani – I volontari hanno fatto il possibile ed in molti hanno risposto alla nostra richiesta di aiuto. Non pochi, però, hanno chiesto soldi per il recupero. Poi la telefonata dell’ENPA e della sua presidente. Ci è sembrata la più qualificante proposta e poi si sono assunti tutto l’onore fino a che, ci ha detto Carla Rocchi, Boris rifiorirà e verrà dato in adozione“.

Intanto il cagnetto autolesionista, è in viaggio. La sua storia sarà un’altra che affronterà il Centro gestito dall’ENPA. Un progetto avviato fin dal 2003 e che ha subito ospitato, al momento della sua apertura, 21 cani combattenti provenienti da Pisa. A ricordarlo a GeaPress è la dott.ssa Paola Lo Monaco, responsabile del progetto “Cani ex Combattenti”.

Il nostro impegno – riferisce la dott.ssa Lo Monaco  – è in particolar modo rivolto ai cani che soffrono di problemi complessi. Un intervento basato sull’esperienza e professionalità dei nostri esperti. Il nostro scopo – aggiunge la dott.ssa Lo Monaco – è quello di rendere i cani idonei alla vita sociale e se possibile poterli dare in adozione“. Non per tutti questo processo è possibile. Anche per questi, però,  il Centro fornisce accoglienza, cercando di ricreare le condizioni più simili possibili a quelle di una famiglia.

In giornata, intanto, Boris sarà a Torino. Per lui si apre la speranza di una nuova vita.

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N.B.: in merito alla località di partenza del cane Boris, si precisa che trattasi della provincia di Roma e non di L’Aquila. In quest’ultima città svolgono la loro attività i volontari che  hanno lanciato l’appello, coordinandosi con l’associazione che deteneva il cane, effettivamente avente sede in provincia di Roma e da noi contattata. Ci scusiamo con i lettori per il refuso.