GEAPRESS – Era una cucciola di poco più di due mesi. Di lei manca del tutto la pelle dall’estremità delle zampe posteriori fino a poco sotto il collo. I suoi atroci lamenti sembravano quelli di una gatta in calore. Così ha riferito alle Guardie Ecozoofile dell’ANPANA la signora che l’ha ritrovata nei pressi della sua macchina posteggiata vicino la piazza centrale del Comune di Chiusa di Pesio (CN). La povera micetta, invece, era stata scuoiata. Una scena raccapricciante che si va ad aggiungere ad una lunga schiera di atroci maltrattamenti compiuti in Italia sugli animali. La gattina è stata eutanasiata dal veterinario. I fatti sono accaduti due settimane addietro.

Secondo le Guardie Ecozoofile dell’ANPANA, che stanno collaborando con i Carabinieri del locale Comando Stazione per la ricerca del responsabile, la gattina in quelle condizioni non può aver fatto molta strada da sola. In linea teorica, potrebbe altresì essere riuscita a fuggire da una persona pericolosa, ovviamente non solo per i gatti. Un evidente squilibrio mentale che ci fa ricordare più le famose scene del film Il Silenzio degli Innocenti che non le tranquille campagne boscate dei luoghi. La pelle, infatti, non è stata trovata. Un feticcio, forse, da conservare gelosamente.

Secondo il Medico Veterinario che ha visionato il gattino, la mano che ha eseguito il taglio è sicuramente esperta. Tagli netti, eseguiti in maniera ferma e sapendo come fendere in maniera non grossolana l’epidermide. Forse la gattina potrebbe essere stata tramortita. Dalle radiografie, infatti, è emersa una piccola scheggiatura di una vertebra cervicale. Poi il taglio. Se non con un bisturi, sicuramente con affilato coltello di ridotte dimensioni.

Salvo superiori reati, l’autore di tale efferato gesto, in base alla legge 189/04 contro i maltrattamenti sugli animali, non avrebbe rischiato neanche l’arresto in flagranza di reato. Sarebbe stato possibile denunciarlo solo a piede libero. Anche le pene reclusive sono meramente teoriche, salvo forse che per particolari pregiudicati. Al di là di smaglianti comunicati che hanno annunciato la possibilità di severe pene per chi mette in atto tali condotte, quanto previsto è molto al di sotto della soglia di punibilità. Non è possibile neanche condannarlo a forme di pena alternativa alla reclusione. Le condanne più gravi finora commutate in Italia, si aggirano su cifre poco sopra i diecimila euro di multa (la sanzione pecuniaria dei reati delitti).

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