GEAPRESS – Il proprietario del cavallo rinchiuso in seminterrato sommerso di escrementi, che l’altro ieri ha minacciato di morte le Guardie dell’ANPANA, avrebbe precedenti per aggressione a Pubblico Ufficiale. Secondo indiscrezioni pervenute, anni addietro avrebbe affrontato i Carabinieri intervenuti proprio per un precedente relativo ad alcuni cavalli. A quanto pare gli equini ai quali badava, rimanevano di fatto incustoditi fino a mettere a repentaglio la circolazione stradale, oltre che la stessa vita degli animali.

Quanto però scoperto l’altro ieri dalle Guardie ANPANA, Comando Regionale del Piemonte, supera ogni limite.

Uno stallone rinchiuso da quattro anni in un seminterrato rurale nel Comune di San Damiano Macra, in provincia di Cuneo. Il povero animale era costretto a vivere non solo con il collo chino a causa della bassezza del tetto, ma anche con mezzo metro di sterco che aveva omogeneamente sommerso, cementandosi, la pavimentazione del rudere.

E’ stato necessario l’intervento in forze di tutte le Guardie zoofile del Comando, per riuscire a togliere il povere animale da quella trappola che ormai lo avrebbe imprigionato a vita. Sempre in piedi, con il collo chino e lo sterco indurito come la roccia. Gli zoccoli apparivano vistosamente deformati e del tutto mollicci. Una pena, insomma, non solo per le condizioni nelle quali è stato ritrovato ma anche per i tentativi lungamente messi in atto per cercare di toglierlo da quella bara di letame.

Il soggetto, infatti, appena capito che il cavallo sarebbe stato tolto da quella indecenza, ha minacciato di sparare alle Guardie. Per fortuna insieme alle Guardie erano prontamente intervenuti anche i Carabinieri.

Lo stallone, di circa otto anni, presentava il mantello, la coda e la testa con evidenti tracce di sterco essiccato. Secondo gli esperti dell’ANPANA è probabile che sia stato utilizzato come riproduttore o in alternativa per servire, nel passato, al trekking a cavallo in uso in quelle zone. Il povero animale è ora affidato alle cure del Settore Equidi dell’Associazione diretto da Luca Casati. Preoccupa in particolare la postura, la quale risulta alterata dai lunghi anni passati con il collo chino ben al di sotto del garrese.

Le Guardie dell’ANPANA, guidate dal Comandante Maria Rossano, hanno pertanto comunicato all’Autorità Giudiziaria i numerosi estremi che configurerebbero il reato di maltrattamento di animali. Dopo tanto tempo, il cavallo dal collo chino, ha rivisto, grazie all’ANPANA, la luce del sole.

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