GEAPRESS – Trionfalismi prematuramente annunciati. Ingiustificati, secondo Animalisti Italiani, proprio per lo status non solo dell’applicazione della cosiddetta legge cuccioli, ma anche per i reali mezzi normativi messi a disposizione delle Forze dell’Ordine.

Pene troppo basse quelle previste dalla Legge n. 201 del 04.11.2010 relativa all’inasprimento delle sanzioni per contrastare il traffico illecito di animali d’affezione dall’est Europa. Per le previsioni reclusive si tratta, poi, di pene ben al di sotto della soglia di punibilità. Tutti a casa, insomma. Probabilmente anche nel caso di pregiudicati, come nel caso di contestazione del reato di associazione a delinquere. E’ già successo con l’Operazione Kutia, mirabilmente portata a termine dal Corpo Forestale dello Stato dopo il sequestro, avvenuto a Pistoia, di cuccioli importati dall’est. I tre condannati, fino a tre anni di carcere, al contrario di quanto si possa pensare, un giorno di galera non lo hanno mai fatto.

L’entità di buona parte delle sanzoni pecuniarie, non fanno poi granchè paura. Non sono, infatti, un problema per organizzazioni di commercianti che mettono in conto la possibilità di un sequestro.

Nulla o quasi rispetto ai lauti guadagni. Importatori italiani ma trasportatori stranieri. Romeni, ungheresi, slovacchi, denunciati e subito liberi di andare dove vogliono. Chi mai contesterà loro la non eccessiva sanzione amministrativa?

“Poi mille problemi – dice Michele Di Leva, responsabile di Animalisti Italiani di Torino – per stabilire l’età dei cuccioli, in base alla quale scatta una specifica sanzione. Un traffico deprecabile che, al di là delle recenti buone intenzioni esternate dal Ministro Frattini, non conosce sosta”.

Un successo, quello della legge cuccioli, a corrente alternata. Gli importatori sono italiani, li conosciamo tutti. Alcuni hanno pure acquistato gli allevamenti nei paesi di origine, ma il trasporto, non a caso, è in mano ai cittadini stranieri. Su quali basi normative è possibile pensare ad una sorta di task force internazionale contro il traffico di cuccioli, quando non vi sono gli strumenti normativi adeguati per contrastare neanche i luoghi di stallo dei commercianti italiani? Veneto, Friuli, Emilia Romagna, Puglia, Campania. Queste le regioni dove risiedono alcuni dei più grossi importatori. Non sono abusivi, anzi sono fin troppo ufficiali e spesso intercettati nel corso delle operazioni di Polizia.

E poi il web. E’ lì che, secondo Michele Di Leva, si è spostato gran parte del traffico. Anzi, gli stessi canali storici di rifornimento, utilizzano il web come specchietto per le allodole. Animalisti Italiani è ovviamente contraria ad ogni forma di compra vendita. Se si vuole un cane, ad esempio, si prenda da un canile o dalla strada. Come nel caso delle cucciolate di cane come di gatto, di questi giorni, ovvero di fine estate, che più di altre soccomberanno a causa dell’arrivo degli acquazzoni autunnali.

Tanti anni di esperienze, anche di colloborazione con l’Autorità Giudiziaria, che infine ha portato Michele di Leva a stilare un vademecum che Animalisti Italiani mette a disposizione di chi, nonostante tutto, vuole acquistare via web.

Il vademecum di Animalisti Italiani:

1- se davvero si desidera acquistare un cucciolo di razza indirizzandosi sul web, si provi almeno a discernere l’affidabilità di un annuncio rispetto ad un altro; è preferibile scartare innanzi tutto quelli riportanti esclusivamente un nome proprio ed un numero di cellulare come riferimento.

2- nel caso l’inserzione sia correlata ad un sito pubblicizzante un allevamento o presunto tale, la si legga con la dovuta attenzione: se dichiara di avere cuccioli di tutte le razze, è sicuramente un importatore dai paesi dell’est Europa.

3- durante la telefonata di richiesta informazioni, il commerciante potrebbe esordire affermando che i cuccioli sono italiani; questo è un aspetto che si verificherà in seguito, visionando l’obbligatoria documentazione anagrafica del cane o del gatto.

4- non prendere mai appuntamenti in luoghi inusuali, bensì esclusivamente presso negozi o allevamenti e comunque mai recarvisi privi di un’adeguata compagnia.

5- giunti sul posto, verificare con scrupolosa dovizia i documenti del cucciolo prescelto, libretto sanitario ed eventuale passaporto europeo se lo stesso non fosse di origine italiana; nel caso il commerciante non ne fosse provvisto ma promettesse di farli pervenire in breve tempo, consigliabile non concludere la compravendita.

6- Se di provenienza estera, l’età del cucciolo non deve mai essere inferiore alle dodici settimane. Pertanto informarsi per quanto possibile sulla medesima, in quanto se al di sotto di quella soglia è importato illegalmente senza contare le problematiche di natura sanitaria che potrebbero facilmente sussistere.

7- pattuita la cifra per l’acquisto, non elargire mai alcuna somma ne come anticipo ne tanto meno come saldo se non in presenza di una corrispondente ricevuta fiscale; in mancanza di questa, si consiglia il disimpegno dalla trattativa oltre che’ informare successivamente dell’accaduto la Guardia di Finanza.

8- Una volta giunti a casa, e nei giorni appena seguenti, monitorare con cura le condizioni di salute del cucciolo; non improbabile l’evidenziare stati patologici importanti (ad es. gastroenterite e il cimurro), solitamente causati da deficienze immunitarie dovute al prematuro distacco dalla madre in fase di allattamento. Nel caso, provvedere alle immediate cure medico-veterinarie.

9- Nel contratto che a volte viene fatto firmare al compratore, risultano solitamente due clausole ben specifiche: in caso dell’ insorgere di malattie, il venditore si ripropone di sostituire il cucciolo, e l’impegno di fornire l’assistenza medica gratuita esclusivamente tramite un loro veterinario di fiducia. Si sconsiglia vivamente di adempiere a quanto sopra, in quanto restituendo il cane o il gatto si perderebbe ogni traccia dello stesso abbandonandolo ad un destino già abbastanza compromesso.
Tanto meno di rivolgersi al veterinario compiacente dell’attività commerciale, in quanto farebbe ovviamente gli interessi dell’esercente e non certo i vostri, ancor meno quelli dell’animale in questione. In ogni caso, evitare se possibile discussioni di natura telefonica o personale: non servirebbe a nulla se non probabilmente ad esasperare una situazione che potrebbe degenerare in altro.

10- Nel deprecabile caso in cui il cucciolo dovesse mancare, è doveroso recarsi all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di zona, al fine di far effettuare l’esame autoptico del povero animale; cio’ al fine di stabilire legalmente oltre la causa del decesso anche l’età effettiva, in quanto se inferiore a quella disposta per legge determinerebbe una rilevanza penale. In questo caso, ci si dovrà rivolgere senza indugio e con fiducia agli organi di polizia giudiziaria (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza ecc.) per gli adempimenti del caso oppure per consulenza od essere coadiuvati rivolgendosi all’associazione Animalisti Italiani Onlus.

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