GEAPRESS – Evidentemente il mercato tira, e la frontiera di Trieste continua a registrare sequestri di cuccioli di cane provenienti in particolar modo dalla Slovacchia e dall’Ungheria. Questa volta la Polizia di Frontiera di Fernetti ha sequestrato numerosi cuccioli di cane ad un trasportatore slovacco. Gli animali, contrariamente a quanto riportato nei passaporti ed a quanto stabilito dalla legge 201 del 2010, ovvero la cosìddetta “legge cuccioli”, sembravano avere un’età inferiore ai tre mesi. Fatto questo che veniva confermato dal successivo controllo veterinario. Il trasportatore è stato così denunciato per importazione illecita di animali da compagnia, mentre i cuccioli sono stati sequestrati ed affidati ad una struttura veterinaria. In tutto sono 19, soprattutto chihuahua ma anche cavalier king, spitz, maltesi ed un pechinese. Cani da salotto da vendere ad un buon prezzo. E’ la legge del mercato.

La Polizia Frontaliera di Fernetti aveva eseguito un altro sequestro lo scorso giugno (vedi articolo GeaPress). Anche in quel caso i piccoli cani provenivano dalla Slovacchia, mentre erano ungheresi gli altri 25 sequestrati nello stesso anno. Nel 2009, invece, sempre a Fernetti, furono ben 70. Ungheria, Slovacchia ed Ucraina, da quest’ultimo paese arrivarono gli otto cuccioli di gatto siamese sequestrati sempre nel giugno 2010.

Gli altri più recenti sequestri di cuccioli di cane provenienti dalla Slovacchia, riguardano invece un intervento della scorsa estate a Pistoia (vedi articolo GeaPress) ed ancora in provincia di Arezzo a gennaio (vedi articolo GeaPress).

Da rilevare come, sempre nello scorso anno, lungo il punto di intersezione delle direttrici Trieste e Tarvisio, la Polstrada di Palmanova (UD) sequestrò, in due distinte operazioni, un cucciolo di leone e 550 nidiacei di tordi (vedi articolo GeaPress). Il piccolo leone era per i fotografi del circo, mentre i pulcini di tordo, secondo quanto dichiarato poi dalla Forestale, erano quasi sicuramente diretti in Veneto per gli allevatori illegali di zimbelli da vendere ai cacciatori di capanno. Servono solo i maschi e secondo la Forestale, per individuarne il sesso, viene loro tagliato l’addome con una lametta, la ferita allargata con degli stecchini e poi, se femmine, semplicemente gettate in terra mentre se maschi (da utilizzare per il canto al capanno) il taglio viene frettolosamente rimarginato con la colla chirurgica.

Nel caso di cuccioli di leone o nidiacei di tordi, la legge non prevede, però, un reato paragonabile a quello che punisce l’importazione illecita di animali a cui l’uomo si affeziona, ovvero i cosiddetti animali da compagnia.

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