GEAPRESS – C’è una complessa attività d’indagine dietro l’ultimo sequestro di cuccioli importati illegalmente dall’est avvenuto a Vergiate, in provincia di Varese. Attività investigative connesse ad altre, controlli incrociati, in special modo sulle importazioni di animali degli stessi esercizi commerciali, collaborazioni con le polizie estere. Tutto questo e molto altro dietro il sequestro del furgone con targa slovacca carico di cuccioli.

Il furgone era partito dalla Slovacchia da una nota ditta. Destinazione Italia. Quello che gli organizzatori del traffico illegale non potevano immaginare è che quel viaggio era attenzionato dalla Forestale italiana.

Il furgone, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe fatto una prima tappa a  Portogruaro (VE) dove sarebbe stato consegnato un primo scarico di cuccioli ad un negozio di animali. Quindi il mezzo si sarebbe diretto a Galzignano Terme (PD) dove ci sarebbe stata un’altra sosta. In questo caso però non sarebbero stati consegnati cuccioli bensì sarebbero stati prelevati documenti per i cani. Quindi la terza tappa a Vergiate, in provincia di Varese. Ma qui prima della consegna ad un negozio di animali, la sorpresa. Gli agenti del Corpo Forestale dello Stato specializzati in maltrattamento di animali e appositamente formati sul traffico di cuccioli. Ore 23:40, fine del viaggio. Le ultime due tappe erano in provincia di Torino: neanche a dirlo…la consegna era per due negozi di animali.

Un viaggio massacrante, e come emerge dalle indagini tutt’ora in corso, senza soste. I 32 cuccioli di Carlino, Chevalier King, Pinscher, Spitz, Maltese, Yorkshire e Cocker rinvenuti dentro il furgone si trovavano in condizioni igienico sanitarie decisamente precarie. Gli animali, visitati da un veterinario intervenuto al momento del sequestro, sono risultati affetti da gravi patologie e con gravi difficoltà respiratorie. Un vero viaggio della sofferenza.

La frode potrebbe rilevarsi già nei documenti, anch’essi sequestrati. Infatti, nelle carte relative agli animali non solo veniva indicata un’età di 3 mesi e 21 giorni, ma anche un data di nascita incredibilmente uguale per tutti i cani. In realtà, i cuccioli avevano un’età compresa tra i 50 e i 60 giorni. Altresì nei documenti era indicata la obbligatoria vaccinazione antirabbica, che si può fare a partire dal 90° giorno d’età. Per risalire alla data di nascita dei cuccioli gli inquirenti hanno disposto anche dei prelievi ematici. Da questi infatti è possibile trovare tracce del vaccino effettuato. I cuccioli troppo piccoli non trattengono il vaccino, quindi dalle risultanze degli esami ematici è possibile avere conferma della giovane età degli animali.

La ditta slovacca a cui appartiene il furgone è stata “pizzicata” altre volte in passato, ma con carichi misti. In genere solo una piccola parte dei cuccioli erano d’importazione irregolare. Forse un escamotage per non avere sequestrato il mezzo di trasporto. Un elemento che ancora di più avvalora la tesi di come il commercio legale spesso faccia da copertura a quello illegale.

Gli inquirenti sottolineano come ancora una volta la testa dell’organizzazione sia italiana, e che spesso, poi, il traffico di cuccioli continui dall’Italia alla Spagna, passando per la Francia ad opera degli stessi italiani.

La Forestale sottolinea come comincia a realizzarsi una importante collaborazione tra i diversi paesi coinvolti in questo genere di commercio illegale. Con l’Ungheria, la Polonia ma soprattutto con la Slovacchia c’è una collaborazione fattiva che ha già portato, ad esempio, al ritiro della licenza ad alcuni medici veterinari compiacenti.

Ma la novità più importante è rappresentata da una normativa sanitaria slovacca, voluta proprio per scoraggiare tale tipo di traffico. Secondo questa normativa i cuccioli degli allevamenti dovranno obbligatoriamente essere microchippati al 60° giorno di età.  La norma sarà valida da fine giugno, cosa che sempre secondo la Forestale, ha messo in allarme i trafficanti di cuccioli che prima della sua entrata in vigore, nonostante il periodo estivo sia quello meno redditizio per la vendita, stanno incrementando i viaggi.

Il trasportatore è stato denunciato per i reati di maltrattamento di animali, frode in commercio, concorso nel reato e falso ideologico. Un bel carico di reati pagati all’autista, come avrebbe dichiarato lo stesso agli inquirenti, 800 euro per tre viaggi al mese.

Le notizie relative all’irregolarità dell’importazione degli animali e alla ditta slovacca, nonchè ai negozi di animali italiani coinvolti sono state comunicate al Ministero della Salute. Lo stesso Ministero avviserà, inoltre,  le autorità Slovacche per gli opportuni provvedimenti.

In ultimo, secondo la Forestale ci sarebbe stato anche un secondo furgone partito dalla Slovacchia e diretto in Italia. Quest’ultimo, però, forse allertato dell’imprevista accoglienza al primo furgone avrebbe riparato in altro Stato, forse in Austria.

Le indagini avviate dal NIPAF del Comando Provinciale di Torino del Corpo Forestale dello Stato sono state coordinate dal NIRDA (Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali) di Roma, ed hanno coinvolto anche i Comandi Provinciali di Varese, Milano ed Alessandria. Inoltre, i Forestali si sono avvalsi della collaborazione della Polizia Stradale.

Intanto, i 32 cuccioli del sequestro di Vergiate sono stati affidati in custodia giudiziaria all’ENPA di Torino. Uno di questi è stato ricoverato presso una clinica veterinaria privata poichè affetto da parvovirosi, una grave forma virale che colpisce l’intestino. Per lui i veterinari hanno disposto una trasfusione di plasma. Tutti gli altri animali, invece, sono stati sottoposti a cure antibiotiche. Speriamo che possano farcela.

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