GEAPRESS – Non sappiamo se sia stato un dono di Natale non gradito o una delle tante nascite casalinghe risolte all’italiana, fatto sta che nella mattina di Santo Sefano una cucciola era chiusa in un sacchetto di plastica tra i rifiuti di un cassonetto, a La Spezia.

Per fortuna la cucciola aveva ancora la forza di gridare, per fortuna qualcuno è passato ha sentito e, soprattutto, ha chiesto soccorso.
Natalina, o Stefania, ci piace pensarla con uno di questi nomi, ora è in buone mani ma la prognosi è riservata: ha un tremito incontrollabile,
che non cessa. Le auguriamo di farcela.

Ogni anno sono centinaia i casi di cani e gatti buttati nei cassonetti dei rifiuti, casi che assurgono agli onori dei media perché c’è qualcuno che li denuncia; ma quanti sono i casi dei cuccioli buttati e poi conferiti in discarica, vivi o già morti per soffocamento?

Nella storia odierna si concentrano due “vizi” italiani: il dono di un essere vivente, alla stregua di un peluche, ed il controllo casalingo delle nascite!
Un amico non si compra! (vedi articolo GeaPress) ma nemmeno si regala, l’adozione è un atto responsabile.
L’altro “vizio”, ma è meglio definirlo col suo vero nome “crimine”, ricorrente degli italiani è quello della non sterilizzazione dei cani e dei gatti casalinghi; a suffragio del “crimine” tanti luoghi comuni: “deve fare almeno una cucciolata”, “la sterilizzazione è innaturale”… ma anche cessioni da parte di canili municipali (sì, municipali) di animali non sterili.
Poi le nascite indesiderate, soprattutto se femmine, si risolvono con un sacchetto di plastica e un bidone della spazzatura!
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