GEAPRESS – Verranno consegnate all’Autorità Giudiziaria domani, o al massimo lunedì, le rilevanze di Polizia Giudiziaria acquisite in merito all’uccisione a colpi di badile della nutria di Cremona (vedi articolo GeaPress).

Nei pressi del luogo dove era stato visto l’animale, vi erano infatti due Agenti della Polizia Municipale, intervenuti su richiesta di alcuni cittadini che, in via Maurino, avevano notato il roditore. Per la presenza di un ufficio ASL a quanto pare frequentato da numerose mamme con i bambini, i Vigili avevano così provveduto a bloccare l’accesso alla piccola via, e chiamare l’Ufficio Ecologia del Comune. Da qui la richiesta di intervento è stata girata a chi di competenza, ovvero la Provincia di Cremona intervenuta con il “volontario” formato dell’Ufficio Caccia. Nutria in fuga ed il violento colpo di badile in testa.

La Polizia Municipale si è così ritrovata ad assumere le vesti di Polizia Giudiziaria a seguito delle “metodologie” messe in atto dall’operatore della Provincia. L’evento è stato talmente veloce che i due Vigili non hanno avuto tempo di intervenire. Non era, in altri termini, possibile ipotizzare che quel volontario intervenisse in tal maniera.

La Polizia Municipale avrebbe già raccolto le informazioni sia di ordine amministrativo, ovvero sulle autorizzazioni in possesso dell’operatore, che in merito alle rilevanze di possibile valore penale, ovvero l’ipotizzato reato di maltrattamento di animali. Le nutrie, infatti, sono abbattibili o con un’arma da caccia, ovviamente non utilizzabile tra le abitazioni, così come con un’arma ad aria compressa e la cameretta a gas cloroformio. In quest’ultimo caso si tratta del cosiddetto “kit di soppressione” (la definizione è della Provincia di Cremona) il quale, contrariamente a quanto riferito nei giorni scorsi, sarebbe tutt’ora in uso. Il divieto dell’Unione Europea, entrerà in realtà in vigore a partire dal prossimo primo gennaio. Così prevede il Regolamento CE 1099 del 2009, relativo alla protezione degli animali durante l’abbattimento. Il cloroformio, a quanto pare, non è più indicato tra i mezzi previsti per la soppressione.

Nulla è comunque imputabile al Sindaco di Cremona, divenuto suo malgrado oggetto di polemica. La fauna selvatica, infatti, è di competenza della Provincia.

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