gatto morto
GEAPRESS – Gli agenti zoofili del Nucleo Operativo di Cosenza del Servizio Nazionale Vigilanza Ambientale – L.I.P.U., sotto la guida del Coordinatore Provinciale Dott. Domenico Laratta, sono intervenuti nei giorni scorsi a San Giovanni in Fiore (Cs) a seguito di una segnalazione giunta di prima mattina.

Sul posto, riporta la nota della LIPU, veniva constatata la presenza di un povero gatto morto e barbaramente appeso tramite un laccio in nylon, si ritiene, verosimilmente usato come cappio. L’attività degli agenti, si concentrava subito nelle immediate vicinanze dove, secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’animale è deceduto per strangolamento. Sul collo del povero gatto vi erano i chiari segni.

Alcune persone informate sui fatti sono state sentite e le prime risultanza primi sono già state portati all’attenzione della competente Procura della Repubblica di Cosenza. Gli agenti diretti dal Coordinatore Laratta, avrebbero ravvisato le ipotesi di reato di cui l’art. 544 bis del codice penale (uccisione di animali), che prevede la reclusione da 4 mesi a 2 anni, nonché quella di utilizzo di mezzi non consentiti, reato contravvenzionale previsto dalla legge n. 157/1992. Al vaglio della competente autorità giudiziaria è stata altresì sottoposta la valutazione di un episodio, posto in essere da un soggetto, poi identificato, che gli agenti avrebbero notato mentre erano appostati non lontano, proprio per cercare di identificare il responsabile o i responsabili di tale grave atto di crudeltà.

Il Servizio Nazionale Vigilanza Ambientale – LIPU fa inoltre notare che nella stessa identica area e sulla medesima via, oltre sette anni fa, nel mese di gennaio del 2009, un altro grave fatto, era stato scoperto dall’allora Coordinatore Provinciale del Servizio Nazionale Vigilanza Ambientale, Gianluca Congi. Un gatto randagio, era stato oggetto di maltrattamenti a seguito dell’apposizione di uno strano collare, probabilmente, si ritenne all’epoca, applicato per modificare la struttura anatomica del collo, al fine di farlo allungare come nei gatti di Peterbald, di origine russa, o in quelli dal lungo collo, raffigurati in alcune illustrazioni dell’antico Egitto. I seri dubbi, sull’azione attuata da qualcuno cessarono, però, dopo sei lunghi mesi, quando il gatto fu liberato dallo strano artifizio. L’allora Coordinatore Congi, aveva più volte tentato, anche grazie all’intervento dei veterinari, di liberare il gatto dallo strano collare, poiché l’animale, non riusciva né a muoversi né tanto meno ad alimentarsi correttamente, rappresentando, di fatto, un vero e proprio atto di crudeltà, finito anch’esso in Procura, grazie ad una dettagliata informativa con denuncia per maltrattamento di animali (art. 544 ter).

Purtroppo – ha dichiarato il Coordinatore Provinciale Laratta – nonostante i numerosissimi servizi e attività svolte, in questo quartiere della città, continuano a ripetersi, gravissimi episodi d’intolleranza verso gli animali, che hanno portato nel tempo a numerose azioni, tra le quali si segnalano anche alcune sanzioni comminate negli ultimi giorni, verso proprietari di animali, che avevano infranto le disposizioni di legge sull’omesso controllo e malgoverno degli stessi”.

L’ennesimo appello, questa volta da parte del vice coordinatore Audia, è rivolto alla popolazione della zona, affinché collabori con gli agenti zoofili o si metta in contatto con le forze dell’ordine, qualora si dovesse assistere a episodi, che integrano gravi reati puntiti dal codice penale. Le indagini, da parte delle guardie del Servizio Nazionale di Vigilanza LIPU non sono terminate, sarà rafforzata anche la vigilanza, attuata in diversi orari, pure notturni, soprattutto finalizzati a impedire simili deprecabili episodi. Nelle ultime ore, in un altro luogo della città, ignoti avrebbero abbandonato dei cuccioli di cane in uno scatolo, anche in questo caso, indagini in corso per scoprire l’autore del reato di abbandono di animali (art. 727 c.p.) e la corsa contro il tempo per salvare le povere bestiole, e come sempre, a intervenire prontamente sul posto, ancora una volta loro: gli angeli degli animali.
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