GEAPRESS – Felice conclusione per i trenta cani sequestrati nel dicembre 2009 ad Arsago Seprio, in provincia di Varese. Ad intervenire, su mandato della Procura della Repubblica, furono le Guardie zoofile dell’OIPA. I cani vennero rinvenuti in un canile fatiscente installato, tra fango e rottami, ai lati di una strada. Un fatto un po’ troppo evidente per non far pensare che, forse, le Autorità comunali avrebbero dovuto interessarsene subito. Ad ogni modo grazie all’interessamento dell’Associazione animalista, i cani vennero tutti sequestrati. Del resto, era il minimo che si potesse fare. Nel gelo del 15 dicembre 2009, i cagnetti rimanevano nel fango ed in custodie di fortuna, malamente rattoppate e di fatto continuamente esposti alle intemperie. Da quell’intervento partì poi una vera e propria gara di solidarietà tra le Associazioni animaliste che portò all’adozione di tutti i cani. Nel canile lager, ne furono rinvenuti 34 ma quattro, purtroppo, morirono poco dopo a seguito delle precarie condizioni di salute.

Il Servizio di Vigilanza Zoofila rende ora noto che il Decreto Penale di Condanna è divenuto esecutivo, ed il responsabile del lager è stato condannato a pagare 500 euro di sanzione pecuniaria.

E’ stato infatti ritenuto colpevole di violazione del comma due dell’art. 727 del Codice Penale perché deteneva i 34 cani in “condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze”. Il Giudice, evidentemente, ha ritenuto inapplicabile il reato di cui all’art. 544/ter del Codice Penale (maltrattamento di animali), perché purtroppo valido solo per le condotte dolose. In altri termini si applica solo se vi era volontà di maltrattare gli animali. Se ad esempio i cani venivano fatti stabulare nelle orrende condizioni del canile di Arsago Seprio, solo per negligenza o incapacità vale il minore reato di cui all’art. 727.

E’ probabile che dietro questa storia vi sia una qualche situazione riguardante il gestore del lager, tanto che nel Decreto Penale di Condanna è stata deciso, oltre alla confisca di tutti i cani, solo il pagamento di una sanzione pecuniaria pari alla metà della pena minima. Il Decreto Penale di Condanna è una misura alternativa al processo che già prevede uno sconto di pena. Verosimilmente un fattore umano o di assoluta indigenza avrà dettato la scelta (il responsabile non dovrà neanche pagare le spese legali).

Fatto che comunque non toglie alcun merito a chi ha seguito l’intera vicenda ed grazie al quale sono stati salvati ben trenta cani. Rimane, però, da riflettere su una legge contro i maltrattamenti di animali che punisce con 500 euro (addirittura escludendo le condotte colpose dal più grave reato) chi ha tenuto degli animali come nella situazione riportata in gallery (nelle foto allegate sono mostrati pure alcuni dei cagnetti ora in adozione).

Nonostante tutto in Parlamento siedono due parlamentari (vedi articolo GeaPress), appartenenti all’intergruppo degli amici della caccia, che ritengano che le Associazioni animaliste non debbano occuparsi di sequestri, oltre al fatto che gli animali debbano rimanere nei luoghi fino alla condanna definitiva. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte). 

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