combattimento galli
GEAPRESS – Intervento della Corte Suprema indiana in merito alla legittimità dei combattimenti tra galli. Tali manifestazioni, sono infatti ancora popolari nelle zone costiere rurali dello stato di Andhra Pradesh.

Già in un precedente pronunciamento, la stessa Corte si era espressa in maniera negativa sull’usanza esistente anche nello Stato del Tamil Nadu. Proprio alla luce di questa sentenza si dovrà ora decidere sul primo stato indiano.

Ad ogni modo, l’India sembra ormai avviata verso il bando definitivo dei combattimenti tra galli, ma così non è per molti altri paesi asiatici e del centro e sud America. Bisogna però ricordare che i combattimenti erano diffusi nell’antica grecia e nel mondo romano. Da qui vennero esportati in Europa ove si svilupparono fino a diventare un passatempo per l’aristocrazia inglese. In questo paese, però, furono vietati già nella prima metà del 1800. Così non è stato per Francia e Spagna dove tali manifestazioni sono ancora diffuse in alcune aree con tanto di federazioni di “appassionati” e luoghi pubblici ove i galli vengono fatti combattere, sebbene nell’ambito di regolamenti  e senza fine cruenta. Così parrebbe non essere avvenuto in Spagna, dove una recente indagine della Guardia Civil ipotizzò tutt’altro scenario (vedi articolo GeaPress).

I combattimenti tra galli hanno fatto il loro capolino anche in Italia con una operazione di polizia che, alcuni anni addietro, venne portata a compimento a Roma nell’ambito della comunità filippina. Segnali si sono inoltre avuti anche in Sicilia.

Come è noto il combattimento tra maschi di galli si conclude spesso con la morte di uno dei due contendenti. Alla zampa, infatti, viene legato uno sperone metallico.

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