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GEAPRESS – Tre città coinvolte, Genova, Imperia e Pavia, in quello che la Polizia di Stato pensa trattarsi di un giro di combattimenti tra cani.

Le indagini condotte dalla Questura di Genova e dalla Squadra Mobile di Imperia, hanno ora portato alla denuncia di cinque persone, dopo che che un genovese è stato discretamente seguito fino a Pavia, dove aveva portato uno dei suoi cani. Gli Agenti hanno poi provveduto alla perquisizione dei locali ove lo stesso personaggio avrebbe detenuto tre cani Pit bull, di cui uno sembra quasi sempre detenuto in spazi angusti.

L’operazione della Polizia di Stato ripropone così un fenomeno criminale mai sopito e che potrebbe mantenersi grazie anche ad alcune debolezze della legge contro i maltrattamenti che non prevede pene sempre significative.

Sul caso è intervenuta l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, che ha espresso  “plauso e riconoscenza” alla Squadra mobile di Genova e a quella di Imperia. Per la Parlamentare famosa per il suo impegno in difesa degli animali quello dei combattimenti tra cani rappresenta “una delle più orribili e ripugnanti forme di maltrattamento nei confronti degli animali”.

L’operazione di Genova – ha aggiunto la Deputata di Fi – fornisce l’ennesima conferma della gravità e pervasività del fenomeno, un business da centinaia di milioni l’anno, che nelle regioni del sud è ormai da tempo in mano alla criminalità organizzata e che è ampiamente diffuso anche altrove perché considerato a basso rischio e ad elevato guadagno. Contro l’arroganza della zoomafia occorrono strumenti più incisivi. In particolare va reso effettivo il rischio di andare in galera, inasprendo le pene. A tale scopo ho depositato alla Camera una proposta di legge che tra l’altro prevede di punire non solo chi promuove, organizza o dirige combattimenti o competizioni non autorizzate tra animali che possono metterne in pericolo l’integrità fisica, ma, esplicitamente, anche chi vi partecipa a qualsiasi titolo. Di una simile crudeltà non si può essere impunemente volontari spettatori”.

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