cagnolino messico
GEAPRESS – Una scena che ha sollevato un’indignazione di massa. Un cagnolino appeso nella parte retrostante di un furgone operante per conto del Sistema Penitenziario Federale. E’ successo nelle scorse ore a Città del Messico e la fotografia del povero cane è stata diffusa dalla Fundación Tomy. Nel web si è subito sollevata l’indignazione ed i media hanno dato ampio risalto alla vicenda.

Gli animalisti avevano chiesto l’urgente chiarimento della vicenda, ovvero il perché di quel cane impiccato nel retro del furgone.

A sole poche ore di distanza il Sottosegretario al Sistema Penitenziario, Antonio Hazael Ruiz Ortega, è intervenuto annunciando l’identificazione di tre persone ed il loro allontanamento dall’incarico. Una indagine interna è stata, inoltre, attivata per chiarire ogni responsabilità sulla vicenda.

Juanito chiede giustizia. Con il nome dato al povero cagnolino, gli animalisti messicani chiedono ora pene più severe per chi maltrattatta gli animali. Tutti, però, hanno messo in evidenza l’intervento del Governo, nella speranza che questo porti realmente ad un pieno chiarimento dei fatti e a provvedimenti pesanti per i responsabili.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati