cani e galline
GEAPRESS – Nuovo intervento degli animalisti cinesi che hanno posto termine all’ennesimo carico di cani destinati alla macellazione.

La particolarità di quest’ultimo trasporto è stata rappresentata dalla precauzione messa in atto dai trasportatori per camuffare il carico. I cani, infatti, erano stipati  sotto una serie di gabbie con all’interno numerose galline.

Il salvataggio è avvenuto  tre giorni addietro. Gli animalisti, ben organizzati ed “armati” di telefonini e tablet, comunicano tra loro le posizioni dei camion i quali, nel giro di poco tempo, vengono intercettati. Si riesce così a bloccare la spedizione e a chiedere l’intervento della Polizia.

In Cina non è vietato mangiare carne di cane, ma gli animali dovrebbero essere conosciuti ed aver passato un periodo di quarantena, così come prevede una circolare governativa dell’aprile 2013. Questo, però, difficilmente avviene, considerati i costi ai quali andrebbero incontro i trafficanti. Uno scenario ancor di più da incubo, sul quale cercano ora di fare luce gli animalisti cinesi puntando come soluzione finale al divieto di alimentazione di carne di cane.

Alle 2.00 del mattino l’ultimo intervento nella contea di Suizhong, a circa trecento chilometri ad oriente di Pechino. Una macchina, riferisce l’ONG TACN (Together for Animals in China), intercetta il camion. Intervenute le autorità locali si scopre la presenza di 89 cani privi della necessaria autorizzazione. Gli animali vengono portati nell’area di quarantena dove rimarranno per 21 giorni a spese del proprietario il quale, però, opta per la cessione.

I cani, riferiscono gli animalisti, sono tutti sofferenti. Due giorni senza cibo ed acqua con la complicazione del freddo. Forse, un cane particolarmente giovane, è affetto da cimurro.

L’appello sembra però essere stato ben accolto dalla popolazione locale che è affluita portando cibo e coperte.

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