camion cina
GEAPRESS – Giorni di grande impegno quelli trascorsi dagli attivisti cinesi che, nella notte tra venerdì e sabato, hanno provveduto a bloccare un camion con  a bordo 180 cani. Si trattava, a quanto sembra, di una spedizione  diretta ad un macello di Shenyang, la città  capoluogo della provincia del Liaoning, nella Cina nord-orientale.

Gli animalisti cinesi una volta individuato il camion, non lo avevano più perso di vista. Contemporaneamente avevano provveduto  a diffondere la voce via web, avvisando giornali e televisioni.

Riusciti a bloccare il camion e sopraggiunte le forze di polizia, si è provveduto al trasferimento dei poveri animali presso   un canile pubblico della zona. La struttura, però, nel fine settimana non poteva espletare alcuna pratica burocratica. Gli attivisti, nel frattempo affluiti sempre più nei luoghi, hanno così prestato la loro assistenza ai poveri animali.

Le cose, però, erano destinate a complicarsi nelle successive ore.

Nella notte tra sabato e domenica, infatti, veniva fermato un secondo camion, questa volta nei pressi di Pechino. Al suo interno vi erano circa 300 animali per i quali, ai primi controlli di polizia, veniva rilevata la probabile irregolarità della spedizione. Le autorità disponevano così il trasferimento di tutti gli animali. Nelle concitate fasi di recupero non sono purtroppo mancate le brutte sorprese. Alcuni cani, riferiscono gli attivisti, erano morti o gravemente debialitati.

Secondo quanto riportato dagli animalisti, sembra che le foto diffuse su Weibo (il Twitter cinese) hanno contribuito all’identificazione di alcuni cani. Vi è stato, infatti, chi ha risposto asserendo di avere riconosciuto il proprio animale. Sembra che il camion in oggetto, fosse già stato avvistato nell’agosto scorso. Il futuro di questi animali fa ben sperare sull’esito positivo della vicenda.

Relativamente al primo salvataggio, ovvero quello di Shenyang, la situazione è invece in fase di stallo.

I cani sono stati sistemati nei box della struttura, ma ancora indefinita è la loro posizione legale. Secondo i trasportatori sarebbero stati destinati non per la macellazione ma per la riproduzione. Una giustificazione che ovviamente non ha convinto gli animalisti che stanno continuando ad affluire nei luoghi.

In Cina, infatti, non è vietato l’uso della  carne di cane. Gli animali, però, devono essere  sottoposti ad un periodo di quarantena oltre che viaggiare con una documentazione attestante la regolarità della spedizione. Norme che sono  state diramate soprattutto per prevenire il diffondersi della rabbia. Per gli animalisti, però, si tratta della via maestra per giungere al bando definitivo di tali commerci.

Dallo scorso agosto, gli animalisti cinesi hanno messo in campo la nuova strategia. “Armati” di tablet e cellulari, avvisano subito dell’avvenuta individuazione  di un carico di cani. Decine di macchine raggiungono la zona, avvisando i media ed iniziando a diffondere richieste di aiuto. Essenziale, in questi casi, è l’arrivo di Veterinari e di persone esperte in materia legale.

In buona parte dei casi si trattava di spedizioni irregolari ed i poveri animali vengono affidati agli animalisti. Si tratta, ormai, di alcune migliaia di cani, tutti salvati dalla tremenda fine che li attendeva.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati