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GEAPRESS – Decine di cani ormai morti sono stati trovati all’interno del camion intercettato dagli animalisti cinesi nei pressi dei caselli di pedaggio di Yumenkou, sul Fiume Giallo. Il filmato diffuso dall’ONG Guardian of Chinese Animal Protection, lascia spazio a pochi dubbi.

I corpi stesi in terra proprio vicino al camion che li stava trasportando, testimoniano la barbaria di un’usanza ancora dura a morire. Si tratterebbe in realtà di due carichi che trasportavano cani privi della necessaria documentazione sanitaria. Dunque, in questo caso, dovrebbe essere abbastanza automatico l’affidamento agli animalisti che stanno affluendo numerosi nei luoghi. Le autorità locali e di polizia starebbero collaborando.

In genere la quarantena degli animali è a carico degli stessi trasportatori che non sono, però, in grado di affrontare gli oneri particolarmente elevati. Per questo, in più occasioni, gli animalisti cinesi sono riusciti ad ottenere la consegna dell’interno carico destinato alla macellazione.

I cani di Yumenkou, sono probabilmente morti a seguito del caldo nonostante gli animalisti si siano subito prodigati nell’offrire acqua fresca. Il sovraffollamento, lo schock subìto nelle lunghe ore del trasporto e prima che si sbloccasse il contenzioso derivato dal fermo del camion, hanno probabilmente costituito una miscela di fattori costata molto cara ai cani.

La trattiva per la consegna è infatti durata numerose ore. L’acqua abbondantemente distribuita dagli animalisti, non ha potuto evitare la morte dei cani stipati ed ansimanti.

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