cani cina III
GEAPRESS – A distanza di quasi 24 ore, è ancora in fase di stallo la situazione dei circa cento cani intercettati dagli animalisti cinesi nel corso di un trasporto nella città di Qinhuangdao, nel nord est del paese (vedi articolo GeaPress).

Il camion, molto probabilmente, stava trasportando i poveri animali verso il macello.

Nei luoghi non sono mancati momenti di tensione con il trasportatore. Lo stesso avrebbe cercato di riprendere il viaggio, calmandosi solo all’arrivo della polizia. Secondo gli animalisti, però, gli agenti sono intervenuti per mantenere l’ordine, ma nessun sequestro sarebbe stato ancora eseguito.

In alcune località della Cina, come è noto, non è vietato mangiare carne di cane, ma gli animali, prima della macellazione, dovrebbero aver trascorso un periodo obbligatorio di quarantena. Il rischio, infatti, è quello di veicolare pericolose malattie e tra queste, particolarmente attenzionata, vi è la rabbia. Per gli animalisti, fare leva su queste problematiche, rappresenta una strategia per arrivare al bando totale della commercializzazione della carne di cane.

Intanto, a Qinhuangdao, il problema principale è rappresentanto dal freddo. Pesanti coperte sono state stese a protezione dei poveri animali, apparsi in alcuni casi  feriti e con profonde lesioni. Le prossime ore diranno quale sarà l’esito di questo ennesimo assalto ai camion della morte. Dallo scorso agosto, infatti, gli animalisti cinesi ne hanno fermato decine, riuscendo in parecchi casi a farsi consegnare gli animali a volte con la collaborazione delle autorità locali.
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