GEAPRESS – Si aggiungono nuovi inediti particolari al ritrovamento di un cane orrendamente ucciso in provincia di Chieti, a Francavilla al Mare. Questo a soli pochi giorni da altro episodio di inaudita crudeltà che ha riguardato una cagnetta incaprettata e gettata da un ponte in una frazione del Comune di Lanciano (vedi articolo GeaPress). 

Il piccolo incrocio di barboncino color chiaro, rinvenuto ormai morto nella spiaggia di Francavilla al Mare (CH) lunedì mattina, in prossimità del centro cittadino, è stato molto probabilmente gettato in uno dei due fiumi che sfociano nei pressi del centro costiero. Con tutte e quattro le zampe legato con un grosso nastro adesivo, il cane era sicuramente ancora vivo nel momento in cui è stato gettato via. I polmoni, infatti, sono stati trovati pieni d’acqua. A rilevarlo a GeaPress è il dott. William Di Nardo, veterinario dell’ASL di Chieti di turno il giorno del ritrovamento. Probabilmente è stato  in qualche maniera avvolto in un sacco di plastica e gettato da un ponte o da sopra un argine. In questa fase  il cane ha quasi sicuramente battuto il muso, dal momento in cui è stato rilevato un principio di emorragia. Dall’esame dei resti, è risultato essere morto da ameno due giorni.

Poi, il controllo con il lettore ottico e la presenza del microchip che ha così condotto al proprietario, un uomo di Chieti. Subito contattato dalla Polizia Municipale di Francavilla al Mare, ha dichiarato che il cane, di otto anni di età, era scappato da cinque giorni. Non era stata, però, formulata alcuna denuncia di smarrimento. L’uomo appariva particolarmente preoccupato dal fatto di dovere riferire la notizia alla figlia, molto affezionata al cagnolino e per il quale non aveva mai smesso di sperare di poterlo riabbracciare.

Secondo il Tenente Alessio Di Nardo della Polizia Municipale di Francavilla al Mare, si tratta di un fatto di notevole gravità che non ha alcun precedente nella cittadina. La Polizia Municipale ha curato le fasi preliminari delle indagini inoltrando alla Procura della Repubblica di Chieti la notizia di reato per violazione dell’art. 544/bis del Codice Penale (uccisione di animali). Deciderà poi la Procura, essendo il proprietario del cane di Chieti, a quale organo di Polizia affidare le indagini.

Abbiamo fatto tutto il possibile – ha dichiarato a GeaPress il Tenente Di Nardo – per raccogliere quante più informazioni per agevolare le indagini. Ho un ricordo tremendo del ritrovamento e mi chiedo come sia possibile mettere in atto comportamenti di questo genere“.

Sadismo, minacce o semplicemente il crudele sbarazzarsi di una presenza che, chissà perché, dava fastidio? L’Italia è piena di casi di questo genere. Purtroppo l’art. 544/bis del Codice Penale non prevede arresto in flagranza di reato, né sanzioni pecuniarie, mentre la previsione di pena detentiva, fissata in un massimo di due anni, è di fatto virtuale. Poco peso e solo per i pregiudicati di gravi e recenti altri reati. Per il resto  due anni di previsione detentiva, sono ben al di sotto della soglia di punibilità. 

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