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GEAPRESS – E’ morta stamani la piccola Gina, cagnolina Jack russel, che, stante le prime ricostruzioni, sarebbe finita torturata e poi bruciata all’interno di un sacco a San Giovanni in Marignano, alle porte di Cattolica (RN).

Le gravi condizioni  evidenziatesi subito dopo il ricovero (vedi articolo GeaPress) non lasciavano purtroppo spazio a molte speranze. La cagnolina, presentava tra l’altro un edema cerebrale causato dal monossido di carbonio respirato nel rogo (il sacco con all’interno il cane, sembra fosse stato poi seppellito).

Massimo riserbo degli inquirenti sul nome del presunto colpevole, sebbene, considerata l’ondata di indignazione che si è sollevata, il segreto ha retto poco. Già nelle giornata di ieri si era data notizia della richiesta avanzata alla FISE (Federazione Italiana Sport Equestri) di prendere posizione sul grave gesto. I fatti, sembra siano avvenuti a margine di una importante manifestazione internazionale.

Poche ore dopo, la stessa Federazione ha deciso di intervenire (è girata voce che il presunto autore del tremendo gesto, sia un cavaliere) rilasciando un nota sull’accaduto. “A seguito dei gravi fatti di maltrattamento su un cane che si sarebbero verificati a margine di un concorso ippico internazionale a San Giovanni in Marignano – riporta la nota della FISE – e dando corso alle diverse segnalazioni pervenute, la Federazione Italiana Sport Equestri informa che sta seguendo con attenzione l’evolvere della situazione e che ha già inoltrato tutti gli atti, fino ad ora disponibili, al procuratore federale per l’accertamento delle responsabilità di carattere disciplinare da addebitare a tesserati eventualmente coinvolti nella vicenda“.

Nei tam di tam di facebook, intanto, i commenti su quanto successo, sembrano non finire.

Le pene che si chiedono, però, sono ben lontane dalle reali possibilità di applicazione della legge contro i maltrattamenti 189/04 che, sebbene presentata anche in casa animalista come quella che avrebbe portato in galera i colpevoli, non solo non prevede l’arresto in flagranza di reato ma non concede neanche un solo secondo di privazione della libertà personale, neanche a condanna divenuta definitiva. Salvo per persone con particolari pregiudizi penali (da valutare in funzione dell’entità del precedente reato e del periodo trascorso) le previsioni reclusive considerate dalla legge 189/04, sia nel caso di maltrattamento che di uccisione di animali, sono molto al di sotto della soglia di punibilità. Manca, cioè, l’esecutività della pena.

Per quanto successo a Cattolica, saranno ora le indagini dei Carabinieri a determinare un evenutale rinvio a giudizio del presunto responsabile. Seguirà, poi, l’iter giudiziario che potrebbe però concludersi con l’emissione di un Decreto Penale di Condanna.

La proprietaria del cagnolino, intanto, dal suo account facebook, posta il cuoricino che Gina portava nel collare e le dedica un commovente ultimo saluto: “Oggi un’altra parte del mio cuore muore con te, dopo 10 anni di battaglie insieme mi lasci lottando fino alla fine…mi ricordo come se fosse ieri il momento in cui ti ho visto e ti ho scelta, se stata per me una compagna fedele, un’amica ma soprattutto non eri solo un cane eri parte di me, la mia ombra, metà della mia anima e averti perso in questo modo non mi darà mai pace! Sei stato un grande cane e penso che non troveró mai nessun altro che mi ami nella maniera incodizionata in cui mi hai amato tu…ti voglio dedicare questo ultimo saluto mia piccola amica e non riesco a immaginare la mia vita adesso senza di te…sappi che sarai per sempre con me nel mio cuore… Addio Gina

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