pastore tedesco cappio
GEAPRESS – Il collo costretto da un filo di ferro. Da almeno 20 giorni, dirà il Veterinario, il cappio del bracconiere lo teneva nella sua morsa tanto da causare una grave necrosi.

Il Pastore tedesco di Catanzaro era molto probabilmente finito in una delle tante trappole illegali in cappio metallico piazzate per i cinghiali. A ritrovarlo e consegnarlo alla sezione di Soverato della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, sono stati i volontari del WWF guidati da Saverio Feudale in giro di perlustrazione nei boschi. Il cane, vagava sfinito per le campagne; sul collo mostrava una tremenda traccia rossastra, poi i segnali visibili dell’infezione.

Subito è partita la telefonata per Serena Voci, responsabile locale della Lega Difesa del Cane, che ha provveduto al ricovero presso l’ambulatorio veterinario Sirio.

Il Medico Veterinario rileva così che il fil di ferro aveva ormai compromesso la trachea mentre, la grave infezione che ne era conseguita, aveva ormai raggiunto i polmoni. La respirazione del cane era molto difficile e così è stato anche dopo che la tenaglia ha rotto l’orrenda trappola frutto delle peggiori torture medioevali. Sotto il collo si era formata una grossa sacca di liquido. Il cane è collassato poco dopo ed è morto

E’ stato ucciso dalla trappola e dall’indifferenza – riferisce Serena Voci a GeaPress – E’ difficie pensare che in tutti questi giorni nessuno si era accorto di lui; non lontano dal luogo dove è stato trovato, c’erano delle case. Non siamo arrivati in tempo – aggiunge Serena Voci – non siamo riusciti a salvarlo dagli esiti di quelle mani spregevoli che hanno piazzato i cappi che uccidono.  Ora ha una nuova vita, nuovamente libero di correre spensierato e lontano da chi invece non merita nemmeno un pensiero per come lo ha ridotto e per come avrebbe ridotto qualsiasi animale in libertà”.

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