willy cane mare
GEAPRESS – Tante sono le cause per le quali un cane muore, ma Willy le ha racchiuse quasi tutte. Così Francesca Console, presidente dell’associazione Anima Randagia di Catanzaro, ricorda la fine del cagnolone che da oltre 10 anni viveva vicino al mare.

Nato e cresciuto a due passi dalle onde, amato, coccolato e accudito. Willy accoglieva tutti scodinzolando, sempre pronto a ricevere la sua dose di carezze. Inutile dirlo: non aveva mai fatto del male a nessuno. Willy, adorava la spiaggia ed il mare. Nel suo mondo era un cane felice.

Di cosa è morto Willy? Di vacanzieri, o almeno di alcuni di loro. Per venti giorni all’anno, riferiscono i volontari, si sentono i padroni del mondo. Arrivano nel villaggio turistico e forse, tutto quanto non compreso nel prezzo, può essere non tollerato. Poi le inerzie di chi dovrebbe intervenire. La Polizia Locale, accusano gli animalisti, sembra non essere molto presente nella restante parte dell’anno, ma per quei venti giorni non ha rappresentato un aiuto, per Willy e la sua compagna Bianca. Il Sindaco, sempre secondo Anima Randagia, non ascolterebbe gli animalisti.

In ultimo c’è chi ha sparso il veleno. “Non si sa dove e quale – spiega Francesca Console – ma gli animali sono morti e continueranno a morire“.

Willy è morto ed ora gli animalisti di Anima Randagia si sentono sul piede di guerra.

Quella spiaggia, a Sellia Marina (CZ), ora è vuota nonostante lo schimazzo di chi, per venti giorni all’anno, si sente il padrone.

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