GEAPRESS – Oltre cinquanta pallini di piombo in corpo. Per la cagnolina accudita dai volontari dell’Associazione Anima Randagia, molto attiva nel catanzarese, c’è solo da sperare che il velenoso metallo non faccia il suo decorso. La cagnolina, però, è giovane, appena otto mesi. C’è da guardare con fiducia oltre quella zampa rimasta claudicante e l’occhio ferito che probabilmente dovrà essere estratto. La cagnolina, infatti, al di là degli effetti immediati di quel colpo di fucile, potrebbe anche farcela. Il ricordo di quell’insano gesto, rimarrà però tutta la vita con la spada di Damocle del saturnismo, ovvero avvelenamento da piombo.

Di sicuro non le mancherà l’affetto e l’impegno dei volontari di Anima Randagia i quali, ieri mattina, l’hanno vista arrivare con tanti forellini. La corsa dal veterinario e l’esame radiologico. La cagnolina, dal naso alla coda, risultava piena di pallini di piombo. In pochi, infatti, potranno essere estratti. Situazione, questa, purtroppo molto comune in episodi del genere.

Di sicuro chi ha centrato il povero cane non l’ha fatto casualmente. Il colpo, infatti, è stato sparato a non oltre cinquanta metri da quello che era stato disgraziatamente scelto come un bersaglio. Un colpo, probabilmente, diretto contro i volontari.

In questa zona – riferisce a GeaPress Francesca Console, presidente dell’Associazione Anima Randagia – tutti conoscono quella cagnolina, tutti sapevano che era nostra. Non dava fastidio a nessuno, mai una persona che si era lamentata. Non entrava mai nel rifugio, stava appena fuori, dove le hanno sparato quel colpo di fucile“.

I volontari predisporranno una denuncia che sarà presentata alla Procura della Repubblica di Catanzaro. “Speriamo nell’aiuto delle istituzioni ma anche delle Guardie volontarie – aggiunge Francesca Console – Da queste parti ci sono quelle dell’ANPANA e di Fare Verde. Occorre una vigilanza, si deve capire che non può rimanere impunito chi si rende responsabile di tali gesti“.

I volontari chiedono aiuto. Ogni giorno mille emergenze e da ieri anche la cucciola impallinata. Già la presenza in zona delle Guardie potrebbe essere di conforto. Si spera comunque che la denuncia in Procura faccia il suo corso. Chi ha mirato sulla cucciola, probabilmente ne conosceva bene le abitudini.

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