GEAPRESS – Sta meglio Bacco, il cagnetto di Badolato (CZ) rinvenuto con una corda con nodo a strangolo (vedi articolo GeaPress). La storia del cane, però, potrebbe riservare altre brutte soprese.

Circa dieci giorni addietro era stato raccolto da Francesca Cossari dell’Associazione Con Fido Nel Cuore, lungo la strada statale nei pressi del paese. Aveva ormai la corda putrescente divenuta tutt’uno con l’ampia e profonda ferita attorno al collo. Forse le centinaia di larve di mosca hanno dato un mano ad evitare l’aumento della superficie infetta. La corda, recisa di netto, lasciava spazio a non molti dubbi. Secondo il Veterinario, l’ipotesi più probabile era che potesse essere stato impiccato e creduto morto.

Ora Bacco è accudito dai volontari, che proprio stamani lo hanno dovuto nuovamente ricoverare nella Clinica Veterinaria. E’ affetto da leishmaniosi. Una forma lieve ma probabilmnente nascosta da un problema al midollo sul quale si sta indagando. Poi una ciste sul fianco, probabilmente di natura benigna. Ma Bacco è allegro ed ha pure il suo caratterino. Non è un tipetto molto …. educato con i gatti, e poi se qualcosa non gli garba lo fa notare. Ma per il resto gioca e si diverte con gli altri cagnetti dei volontari. Certo che il pensiero che Bacco possa essere stato “ucciso” perchè malato, e poi resuscitato dalla sorte è legittimo. Situazioni di questo genere sono purtroppo molto comuni. Anche stamani, e sempre nello stesso posto, a Badolato. Questa volta lato mare.

Dopo un incredibile giro di telefonate tra Vigili Urbani ed altri corpi di polizia, l’appello della turista romana, che si trovava in spiaggia, giunge a Francesca. In riva al mare c’è un cane immobile. Francesca si reca sul posto e trova, in effetti, una cagnetta sicuramente abituata a stare in appartamento. Pelo ordinato e pulito, ben tosata. Tutto a posto, ma assolutamente immobile in riva al mare. Risultato: un occhio lesionato e l’altro probabilmente con una riduzione della visibilità, sulla cui gravità sono ancora in corso gli accertamenti.

Neanche lo voglio dire – dice Francesca Cossari a GeaPress – ma forse per la cagnetta, alla quale di proposito non abbiamo dato nome, c’è qualche speranza di adozione. Così ancora non è per Bacco – dice Francesca – e vorrei approfittare di GeaPress per fare un appello. Dateci una mano, Bacco deve andare in adozione“.

Ogni giorno è un borbandamento di emergenze e forse la nuova arrivata …. in spiaggia, ha trovato pure una coincidenza fortunata.

Non capisco – continua Francesca Cossari – perchè non si provvede a censire e sterilizzare i cani padronali, specie quelli delle campagne. Finchè nessuno lo farà, sarà un continuo affluire di cani in strada“.

Francesca, volontaria contro i mali causati da altri se la prende con i Comuni. “Perchè continuano a portare i randagi nei canili convenzionati, quando censendoli e microchippandoli, costerebbe molto meno? I Comuni sembrano non capire“.

E pensare che nella proposta di legge che dovrebbe mandare in pensione la legge 281 sul randagismo canino (vedi articolo GeaPress), ci sta scritto che il Sindaco ha l’obbligo di mandare i cani non accuditi (che sono poi buona parte dei randagi italiani) al chiuso di un “rifugio” (così si chiameranno i canili privati convenzionati). Ce lo immaginiamo, ad esempio, il famosissimo Cicerale che diventa “rifugio”? Il Sindaco è obbligato a chiamarli per “appena” 51 euro più IVA, solo per l’accalappiamento, secondo quanto riportato dalla giornalista Stefania Piazzo in un articolo pubblicato su La Padania a proposito di Cicerale (vedi articolo GeaPress).

Intanto a Badolato, come in tante altre parti d’Italia, le tante Francesca Cossari, ogni giorno sacrificano tempo e denaro per risolvere, di fatto, un problema creato da altri sulla pelle degli animali. Gira voce che il Comune di Badolato abbia tentato di censire i cani, ma poi qualcosa non ha funzionato. La solita storia, a prescindere se l’impedimento, sia stato voluto oppure no.

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