GEAPRESS – A Castelvetrano (TP) non si fanno più accalappiamenti di cani. Non è finito il randagismo, forse non ci sono più cani. A fare trapelare il sospetto è il portale Castelvetrano Selinunte, il quale non solo riferisce del crollo delle segnalazioni presso la struttura comunale, ma riporta anche la sparizione dei cani, anche quando vengono scoperti già uccisi dal veleno.

Protagonista di questa ennesima storia di crudeltà è Bianchetto, cane randagio che, come tanti altri, è stato molto probabilmente ucciso dal veleno. Era da poco arrivata la segnalazione del sospetto avvelenamento. Bianchetto era già morto. Steso in terra con le tracce della bavazione, segno questo che fa presupporre all’uso di un prodotto di sintesi in genere utilizzato in agricoltura.

Appena il tempo che gli operatori del canile giungessero nella località segnalata e di Bianchetto, però, non c’erano più traccia. Impossibile, pertanto, fare eseguire le analisi presso i laboratori dell’Istituto Zooprofilattico di Palermo, così come invece programmato. Mani ignote hanno portato via Bianchetto. Di lui solo la foto scattata da chi ha poi segnalato alla struttura comunale. Non si trattava di un cane aggressivo. Anzi era già conosciuto, tanto da essere stato microchippato e sterilizzato. Qualcuno, però si è voluto sbarazzare di lui.

Quello che ora preoccupa è anche la coincidenza del posto. Contrada Delia, dove l’anno scorso sono stati uccisi dal veleno altri sei cani.

Ora a Castelvetrano, si parla di Killer di cani, anche perché il crollo delle segnalazioni, coincidente con la sparizione di molti di loro, non è cosa recente. Risalirebbe addirittura allo scorso luglio. 

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