GEAPRESS – L’ultima cagnetta è morta ieri pomeriggio, ma di cani uccisi con il veleno a Casteldaccia (PA) se ne contano ormai ben 13. Non tutti si rinvengono. Anzi Calogero Olivieri, che assieme ad altre due persone si occupa dei randagi della cittadina, ne ha avuto notizia dai contadini.

Non vedo più tornare i cani dove abitualmente stazionano – dice Calogero Oliveri a GeaPress – poi, il racconto dei contadini. C’è chi, una volta trovato il cane avvelenato, lo getta nei contenitori dell’immondizia, oppure in un terreno limitrofo, basta che non sia il suo. Io semplicemente non li trovo più“.

Per la cagna di color nero le cose, però, sono andante diversamente. Si era avvicinata a Casteldaccia, proveniente da chissà dove, da circa un anno. Calogero con lei aveva impegnato molto del suo tempo. Voleva riuscire a farsi avvicinare e poterla così portare in un ambulatorio veterinario per la sterilizzazione. La cagnetta, però, era diffidente e nonostante gli interminabili tentativi, era decisamente restia a farsi avvicinare.

Tranne ieri, quando – ci racconta Calogero – è arrivata fino in paese per morire di fronte casa mia. E’ una cosa che mi dispiace tanto – aggiunge il volontario – e vorrei che le persone capissero che quanto combinato dall’avvelenatore è molto pericoloso e non solo per i cani“.

La cagnetta è morta, infatti, con una evidente bavazione, segno questo che è stato utilizzato, molto probabilmente, un prodotto di sintesi chimica ad uso agricolo. Metaldeide o altri principi attivi altamente tossici. In alcuni casi anche per semplice contatto o inalazione. Questo pomeriggio il volontario di Casteldaccia si recherà presso la Stazione dei Carabinieri.

Il Comandante – ci riferisce Calogero – è già al corrente ed entro staserà firmerò la denuncia. C’è una cosa però che non riuscirò mai a dimenticare. La cagnetta alla quale mi ero molto affezionato, era gravida. Tra pochi giorni avrebbe dovuto partorire“.

Pochi giorni addietro, sempre nel palermitano, vi era stata un’altra moria di cani, sempre per spargimento di bocconi avvelenati. Lo denunciarono i volontari di Termini Imerese che organizzarono pure una manifestazione (vedi articolo GeaPress). Purtroppo la reperibilità di veleni anche molto pericolosi, è sconfortante. Basta un supermercato. Tutto a portata di mano. Veleno e imbottitura.   

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