GEAPRESS – In queste ore una apparentemente ovvia sentenza della Cassazione penale, viene ampiamente ripresa da numerosi organi di informazione. La conclusione alla quale sono giunti i Giudici, appare oltremodo logica. Se una persona detiene un cane, questo non deve, abbaiando tutta la notte, togliere il sonno ai vicini! Le cose, in effetti, erano andate in maniera un po’ diversa, ma la sostanza, in fondo, è questa.

Due coniugi erano stati ritenuti colpevoli del reato di cui all’art. 659 del Codice Penale. Un piccolo reato, di natura contravvenzionale (come tutti i reati venatori italiani, ovvero sparare ad una specie protetta, o lo svuotato art. 727 c.p.), ma comunque punibile relativamente al “disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone”. Tra i disturbi anche il suscitare o non impedire strepiti animali.

I due padroni del cane, verosimilmente, devono aver ritenuto di subire una condanna ingiusta e per questo ricorrevano fino alla Sentenza della Cassazione n. 715/11. Condannati entrambi al pagamento di 200 euro. A supporto della sentenza, la Cassazione richiamava due precedenti pronunciamenti. Con il primo si avvalorava l’ipotesi che il reato sussistesse anche quando l’aver arrecato disturbo non era nelle intenzioni di chi produceva i rumori. Per il secondo pronunciamento, invece, appariva sufficiente l’idoneità ad arrecare disturbo, ovvero ne aveva le potenzialità (..di disturbo…) anche se magari in quel momento non riposava nessuno.

Al di là di quello che vogliamo pensare sul reato, appare scontato che se ognuno dei nostri cani si mettesse ad abbaiare tutta la notte, forse vivremmo in una società ancora più folle di quanto già non lo sia. Appare però curioso leggere l’oggetto del pronunciamento delle due sentenze ora richiamate per zittire l’abbaiare del cane. La prima fa riferimento ai disturbi arrecati da un vicino decisamente invadente, almeno in decibel. Si trattava addirittura di una fonderia e pure in piena attività. Il proprietario della fonderia, arrecava disturbo anche se non lo voleva.

La seconda sentenza, ovvero sull’idoneità ad arrecare il disturbo, aveva a che fare con delle biglie. Avete capito bene. Biglie di vetro che dei bambini, di sera, battevano continuamente in terra facendo saltare i nervi a chi abitava al piano di sotto. Non per questo si deve preferire l’abbaiare di un cane, ma al suo confronto, almeno la fonderia, appare ben altra cosa.

Ad ogni modo, speriamo ora che i vicini del cane possano dormire. Vorrebbe dire che anche il cane lo sta facendo. Sembra infatti che i due coniugi lo lasciassero tutta la notte da solo in un cortiletto. Magari, ora, proveranno ad rientrarlo in casa.

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