GEAPRESS – I fatti sono accaduti a metà settimana. Un grosso cane, tipo rottweiler, trovato impiccato in un frutteto del casertano, tra Vitulazio e Bellona. Attorno al collo, ancora la grossa corda. Al cane, infatti, ha dato pietosa sepoltura un contadino della zona. Il tutto è stato poi riferito a Vincenzo Caporale, volontario animalista del casertano al quale non pochi cani randagi ed altri animali devono la vita. Una di quelle storie passate in strada ad accudire le distrazioni di chi, per legge, dovrebbe occuparsi degli animali. A far fronte, spesso, a scene di inaudita crudeltà, come il cane ucciso tempo addietro con un colpo di arma da fuoco e rinvenuto questa volta direttamente da Vincenzo.

Alcuni giorni fa Vincenzo era in cerca di una delle due cagnoline senza padrone alle quali aveva trovato sistemazione.

Erano state adottate da una ragazza – dice Vincenzo Caporale a GeaPress – ma la mattina solo una delle due si è presentata nel posto dove ero solito accudirle. Ho iniziato a cercare, chiedendo a tutte le persone che incontravo, ma di lei nulla più“.

Poi, lungo la strada, l’incontro con il contadino. Della randagina nessuna notizia, ma Vincenzo viene così a sapere dell’altro cane, quello nero, tipo rottweiler, impiccato ad un albero. Il contadino fornisce le spiegazioni sul posto, ivi compreso dove ha dato sepoltura al cane. Vincenzo Caporale trova la terra smossa ed appena pochi centimetri sotto, appare la testa del povero cane e la grossa corda ancora attorno al collo. Sul posto si è recata la Polizia Municipale, ma difficilmente si verrà a capo di qualcosa.

Questa settimana, in Italia, è il quarto cane morto impiccato del quale si ha notizia. Si era iniziato domenica scorsa con i due di Olbia (vedi articolo GeaPress). Poi, sempre domenica, ma la notizia è stata diffusa qualche giorno dopo, il cane impiccato ad Aragona, in provincia di Agrigento (vedi articolo GeaPress). Nel primo caso una probabile vendetta di un pastore. Ad Aragona, forse, un atto intimidatorio. Per il cane del casertano, invece, non si riesce ad individuare alcun possibile movente.

Non riesco a trovare alcuna spiegazione – dice amareggiato Vincenzo Caporale – non per quel posto, almeno. Un atto di crudeltà, fine a se stesso“.

Un’altra storia senza soluzione come tante, troppe, avvengono ormai con cadenza sempre più incalzante. Forse, però, potrebbe essere vero il contrario. Più persone sensibili, come Vincenzo. Una storia, cioè, che in altri tempi sarebbe passata del tutto inosservata. Ora, almeno, c’è una denuncia, rimane la traccia. Il cane nero, tipo rottweiler, è esistito. A differenza di altri, dove ancora non è arrivata la stessa sensibilità di Vincenzo. 

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