collare elettrico
GEAPRESS – Due collari correttivi elettronici, utilizzati quale mezzo coercitivo per soggiogare due cani da tartufi. Così il Corpo Forestale dello Stato, Comando stazione di Gissi, riferisce in merito al sequestro preventivo successivamente convalidato del Pubblico Ministero del Tribunale di Vasto.

Ai Forestali era pervenuta una segnalazione da parte di alcuni cittadini circa la presenza di due cercatori di tartufo in località Carunchino; una zona, riporta sempre la Forestale, ad alta vocazione tartufigena. In questo periodo, però, vige il divieto generale di raccolta.

Alla vista degli agenti del Corpo Forestale dello Stato, i due tartufai, intercettati nei pressi del loro fuoristrada nascosto tra la vegetazione, sono fuggiti dandosi alla macchia, mentre i cani al loro seguito si sono fermati vicino all’automezzo.

Al collo di due cani risultava così applicato un collare elettronico in funzione (led verde acceso), un dispositivo correttivo ad impulsi elettrici, provvisto di lunghi elettrodi. Secondo la Forestale il meccanismo sarebbe stato in grado di infliggere, tramite un comando a distanza, scosse molto dolorose agli animali; il tutto per condizionarne i riflessi ed i comportamenti.

L’uso dei collari elettronici, sebbene reperibili in commercio, è da considerarsi vietato alla luce della normativa penalistica a tutela degli animali, in quanto si tratta di strumenti invasivi e contrari alla natura del cane, tali da poter produrre nell’animale effetti psicologici indesiderati, quali paura, ansia, depressione ed aggressività.

I due fuggitivi, rintracciati dopo alcune ore di ricerche, anche con l’ausilio del personale del Comando Stazione Forestale di Montazzoli, sono un abruzzese ed un molisano.

Gli Agenti hanno deferito alla Procura della Repubblica di Vasto il proprietario dei due cani per il reato, previsto ai sensi dell’art. 727 cp, c. 2, di detenzione degli animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze.

Inoltre, per le violazioni amministrative commesse in materia di ricerca di tartufo in periodo di divieto generale, è stata elevata, a carico di entrambi i cercatori, una sanzione di € 466,67, oltre al ritiro dei tesserini di idoneità.

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