collare catena
GEAPRESS – Cattivo odore, rifiuti di ogni genere, zecche e quattro cani. Tre vivi ed uno morto.

A segnalare quella situazione nei pressi di Carini (PA), erano stati alcuni abitanti del posto. Continui guaiti e latrati che sembravano provenire da quella casa in apparente stato di abbandono. Ad intervenire venerdì scorso, assieme alla Polizia Municipale di Carini, sono stati due volontari dei luogi. Paride Martorana e Danila Bellavista sapevano di dovere trovare diversi cuccioli. Così era stato segnalato dai vicini. Ed invece, all’interno di quel tugurio maleodorante, vi era un solo cucciolo vivo, protetto dalla madre ricoperta di zecche, ed uno morto, vegliato dal padre. Quest’ultimo, però, era legato ad una catena. Gli anelli metallici che facevano da collare erano quasi totalmente penetrari nel collo.

I due volontari, accompagnati dalla Polizia Municipale che ha subito risposto alla loro richiesta di intervento, non si sono persi d’animo. Con infinita pasienza sono riusciti a guadagnarsi la fiducia dei due cani e potere così entrare nella struttura che, oltretutto, presentava un muro già crollato. I cani vengono caricati in macchina e portati al canile sanitario. Sole, questo il nome dato al cane maschio, viene sedato e dopo un intervento chirurgico durato oltre un’ora, gli anelli metallici vengono sfilati uno ad uno.

La scena era raccapricciante – riferisce Paride Martorana a GeaPress – Gli anelli metallici erano ormai dentro la carne coperti dal tessuto cresciuto sopra. Non abbiamo capito chi frequentava quel posto, di certo le condizioni erano tremende. La femmina, che abbiamo chiamato Luna, aveva le mammelle penzolanti ma a parte i due cuccioli, di cui uno morto, non abbiamo trovato gli altri che erano stati  segnalati. Luna era avvilita dalle zecche, soprattutto nelle orecchie. Leo, l’unico cucciolo che abbiamo potuto salvare, era terrorizzato e smagrito. Penso però che potrà salvarsi“.

La Polizia Municipale di Carini, ha verbalizzato quanto di utile al proseguo delle indagini. Difficilmente, però, si soprà sapere che frequentava quel posto. Da definire, invece, la proprietà di quel rudere.

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