cane abbandonato CC Bologna
GEAPRESS – Alcuni recenti fatti di cronaca, avvenuti nelle scorse ore, hanno riportato alla ribalta l’incredibile  violenza sfogata su alcuni cani. Nella città di L’Aquila, un povero cagnolino è stato preso a pugni. A quanto pare l’aggressore, fermato  dai Carabinieri in stato di ebrezza, si era ulteriormente innervosito perché il cagnolino, per difendersi, lo avrebbe morso. A Belpasso (CT), invece, è stato finito a colpi di fucile un cane. Anche in questo caso, ad intervenire, sono stati i Carabinieri. Stesso impegno, da parte dell’Arma, nei confronti di un individuo di origini ungheresi che a Montesuello (GE) avrebbe sfogato la sua ira a calci e cinghiate inferte al proprio cane.

In quasi tutti questi recentissimi fatti,  gli organi di informazione hanno messo in evidenza l’arresto dei presunti responsabili. Eppure la legge contro i maltrattamenti e le uccisioni di animali, rende tale scelta praticamente impossibile. Per passare un solo giorno di prigione, e solo a condanna avvenuta (la legge non prevede l’arresto in flagranza) occorre una previsione di pena detentiva minima di quattro anni, peraltro aumentata a cinque secondo il recente Decreto “svuota carceri”. Sia i reati di maltrattamento che di uccisione, invece, hanno previsioni di pena addirittura massima, ben al di sotto di tale soglia che appare decisamente irraggiungibile.

Cosa è successo, allora, a L’Aquila come a  Belpasso e Montesuello? In tutti questi  casi erano in realtà stati contestati altri reati che prevedono l’arresto in flagranza (oltre che a condanna avvenuta). L’uomo accusato di avere preso a pugni il povero cagnolino, è stato denunciato dai Carabinieri di Pizzoli per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, maltrattamento in famiglia ed infine anche per maltrattamento di animali. A Belpasso, invece, i reati erano di detenzione illegale di armi alterate e munizioni e poi di maltrattamento di animali. A Montesuello, poi, vi sarebbe stata una vera e propria aggressione contro i Carabinieri.  Eppure nella comunicazione mediatica, il reato che era stato associato, già nel titolo, all’arresto, era quello di maltrattamento di animali. Una ovvia correlazione, si direbbe, almeno dal punto di vista della sensibilità collettiva. Ed invece le cose non stanno così. A chi è convenuto far credere l’esatto opposto della verità?

Per la cronaca, gli eventi di questi giorni hanno fatto registrare la morte di un grosso cane lasciato chiuso in un’automobile. I fatti sono occorsi a Cavallino Treporti in provincia di Venezia. Inutile dire che il proprietario è stato denunciato a piede libero. Non poteva essere altrimenti.

Esche avvelenate, di ignari criminali, sono invece state ritrovate a Campomarino (CB) e a Foglianise, in provincia di Benevento. Nel primo caso sono morti alcuni cani.

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